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02/02/14

La punizione di Dany - I vostri racconti

Mi è stato mandato questo racconto spanking con la richiesta di poterlo pubblicare anonimo sul mio sito.
E a me piacciono sempre i racconti di studentesse in difficoltà, quindi pubblico volentieri.

Anzi, se avete altri racconti, mandateli, io li pubblicherò così come me li mandate! :)


La punizione di Dany


Dany si trovava di fronte alla classe, nella peggior situazione possibile.
L'insegnante la rimproverava di aver sbagliato nuovamente il compito in classe, che per facilitare tutti era sempre sullo stesso argomento.

"Possibile che tu sia riuscita a prendere tre su un capitolo che avresti dovuto studiare già il mese scorso?"
Dany si sentiva davvero tanto stupida ad essere apostrofa così dalla sua insegnate e non sapeva più dove guardare per l'imbarazzo.

"Questo compito  fa media con l'altro, quindi, secondo i calcoli su tutta la classe tu sei la studentessa con il voto più basso di tutti. Sai cosa vuol dire questo, vero?"

Dany non aveva voce per rispondere, sprofondata così com'era nella vergogna più nera, ma l'insegnante glielo chiese di nuovo :" Avanti, sai benissimo cosa spetta alla studentessa peggiore! Almeno a questa domanda dovresti saper rispondere, oppure non hai letto neppure il Regolamento Scolastico?"

A quel punto la ragazza, rossa in viso dovette rispondere, sapendo che dimostrare di non conoscere il Regolamento sarebbe stato molto peggio.
"La ragazza con i voti peggiori è soggetta ad una punizione, data a discrezione dell'insegnante, professoressa", disse Dany a voce bassissima.

"Bene- disse soddisfatta l'insegnante- almeno su questo sei preparata. Ora mettiti faccia al muro, mani sulla testa e aspetta che finisca di distribuire i compiti! L'ultimo quarto d'ora mi occuperò di te!"

E così, nel silenzio tombale sceso in classe, Dany assunse la posizione consigliata dall'insegnante, e con le farfalle nello stomaco attese di essere richiamata al suo destino.

La correzione dei compiti fu lunga e complessa, e Dany ebbe anche la speranza che per quella giornata la prof si fosse scordata di lei, ma inesorabilmente, consegnò veloce i compiti restanti, e improvvisamente iniziò a parlare a tutta la classe.

"In questo istituto la formazione degli allievi passa anche da momenti di educazione collettiva. Quando un allievo si rende colpevole di un atto contro il regolamento - come in questo caso il non studiare a sufficienza- viene punito di fronte alla classe, perché anche gli altri imparino dagli errori degli altri."
Ciò detto, rivolgendosi a Dany, le ordinò di andare verso l'armadietto degli strumenti e prendere il paddle di legno traforato.

Quando Dany lo prese in mano, vide che era spesso più di un dito, e rabbrividì !
Lo porse all'insegnante e questa la fece piegare sulla sua cattedra, così che tutta la classe avesse una buona visuale.
Le alzò la gonna :" Venti colpi sulla biancheria. Per avere il resto, aspetterai la tua punizione privata questa sera! Adesso conta!" e così dicendo, fece calare il primo colpo.
Dany sentì un gran rumore dietro di sé, e sentì la pelle del suo culetto, iniziare a formicolare. D'improvviso però si ricordò di dover contare: UNO!! - disse ad alta voce
Appena sentì la sua voce capì che tutti la stavano ad ascoltare e venne colta da una mortificazione fortissima.

L'insegnante con una precisione pazzesca fece cadere altri 5 colpi, colpendo tutte e due le natiche. Dany contava e iniziava a sentire un bruciore intenso. Al decimo colpo, saltellò sul posto e corse a sfregarsi il fondo schiena con le mani.
"Subito in posizione monella! Cosa credi, che questa sia uno spettacolo del circo? Ricomponiti!"
Dany si ripiegò subito sulla cattedra, spaventata dal rimprovero.

"La capo-classe subito qui!"
Con voce severa l'insegnante di Dany, pronunciò quella che era la peggiore di tutte le frasi!
 Dal banco si alzò una bellissima ragazza, dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri. Eleonora.
La ragazza si avvicinò alla cattedra, e ascoltò quello che aveva da dirle l'insegnante: "Vai dall'altro lato e tieni le mani della tua compagna. Evidentemente non ritiene di dover star composto e prendere la sua punizione come merita!"
Dany odiava con tutto il cuore quella ragazza, e ora doveva ricevere quell'enorme umiliazione di trovarsi la sua sua faccia di fronte, mentre veniva sculacciata davanti a tutti.

Eleonora con eleganza prese i polsi di Dany, e la guardò divertita dalla sua posizione di privilegio.
Dany vista la situazione decise di raccogliere tutta la sua forza d'animo  e di muoversi il meno possibile.
Ricevette altri 5 colpi molto forti, tanto che la gonna le ricadde addosso.

L'insegnante le riscoprì il sedere e alzando il volto verso Eleonora, le disse che stava facendo un buon lavoro nel tenere ferma Dany.

A quel punto, sentendo quell'ingiustizia la ragazza iniziò a singhiozzare sommessamente, e ricevette gli ultimi cinque colpi, fortissimi.
Quando finalmente pronunciò l'arrivo del ventesimo colpo a voce alta, si sentì sollevata, che quella situazione fosse quasi finita.

L'insegnante a quel punto, rimise a posto il paddle e disse ad Eleonora di sedersi. Poi guardò l'ora e vide che mancavano cinque minuti alla fine della lezione.

"Bene Dany, mostriamo a tutta la classe cosa succede ai sederi delle allieve impertinenti!" e così dicendo, mentre Dany era ancora inchinata sulla cattedra, le abbassò le mutandine.

"Ecco un bel color rosso vergogna! Vedete tutte?" chiese alla classe, e queste risposero in coro "Sì, professoressa!"
"Starai lì in castigo fino alla fine della lezione. Quando suonerà la campanella, potrai vestirti e andare in camera tua, e starai lì fino a questa sera, dove ti comunicherò la tua punizione privata.".

Dany continuava a piangere sommessamente per quell'ulteriore punizione, e i minuti che la separavano dal suono della campanella le sembrarono infiniti, mentre l'insegnante e la classe ripresero a parlare tranquillamente, come se nulla fosse.







16/02/11

Svegliarsi "guarite"

E se ti svegli "guarita"?

Un giorno mi sono svegliata capendo di non poter più fare a meno di sculacciate, corde, bavagli premuti sulle labbra.

Se un giorno mi svegliassi senza questi bisogni ?
A volte prego perchè accada.

Perchè in fondo, qui è l'inferno, anche se ho tutto quello che ho.
Perchè ogni giorno lotto per non perdere quello che il Destino mi ha dato.
Non ho un amore semplice da custodire.
Non è un semplice compagno quello che mi sono cercata, che ho incontrato, che ho allevato e che mi alleva.

Tutti gli amori sono unici, ma questo è così fragile e così disgraziatamente raro, e se si dovesse spezzare, sarei destinata ad accontentarmi di un amore incompleto altrove, con un altro.

Ma magari un giorno, mi sveglierò guarita.

16/11/09

MALEDETTO FACCIALIBRO!!! :-)

"Perchè mi sfidi continuamente?"

L. era dietro le mie spalle. Mi accarezzava la testa, i capelli. Io ero seduta ad inzuppare una pila di tre biscotti saiwa nel latte e cacao, quando sentendo la sua voce un brivido mi passa per la schiena: " Ma chi cazzo ti sfida Lu????". Domando perplessa.

L. mi tira per il braccio e mi ritrovo in piedi davanti a lui mentre, "BLOBH", i biscotti affondano nel mio latte.

In realtà so a cosa si riferisce. Si è infastidito perchè su FB per scherzo ho chiesto di essere adottata.. e ovviamente -PER SCHERZO- molti amici hanno risposto alla mia richiesta affermativamente.

Mi ha abbracciata all'improvviso.

Quando mi abbraccia così, avviluppandomi tra le sue braccia, schiacciando la mia faccia nel suo petto, mi sento così piccola. Non è una cosa solo psicologica, lui è molto più grande di me, molto più alto.

Sparisco nelle sue braccia, mi fa sentire protetta da quell'abbraccio affettuoso, e al contempo
totalmente in sua balia.

Si è chinato su di me e mi ha sussurrato all'orecchio:"Ora risolviamo questa faccenda che vuoi farti adottare da altri."
Mi ha staccato dal suo abbraccio caldo e mi ha detto di mettermi faccia al muro.

Stare faccia al muro in verità mi piace un casino perchè posso sentire il mio cuore galopparmi fino in gola, e le tempie che pulsano sangue all'impazzata.

Mi sono messa faccia al muro, con le mani sulla testa, come al solito.
Ma lui ha detto:" Butta giù pantaloni e mutandine, e braccia dietro la schiena".

Quando sono andata a sbottonare i jeans le mani mi tremavano.
Quante centinaia di volte lo avrò fatto?
Eppure mi emoziono sempre.
Lui lo sa, conosce le vie preferenziali che mi portano all'eccitazione, e le imbocca sicuro.

Ho abbassato quel che basta per scoprire le natiche.

Poi attesa.

Sento che si sfila la cintura che ha addosso.
Il mio cuore batte qualche colpo di meno, e mi sento soffocare dall'eccitazione.
Il suo silenzio mi inebria come il suono del cuoio che scivola tra i passanti dei suoi pantaloni.

Si avvicina di nuovo a me, al mio orecchio , mi parla con voce bassa :" Vuoi farti adottare da altri?".
Ho un nodo in gola, sono inchiodata con lo sguarda al muro.
Mi ripete la domanda, e io gli dico "No. Era uno scherzo".

Fa scivolare le sue mani lungo i miei fianchi, abbassa ancora un po' i miei vestiti. Mi sta appiccicato, me lo sento addosso, sento il suo respiro.
Fa scivolare le sue mani sotto la mia maglia e mi stringe i seni. Forte. E sobbalzo.
"Di chi sono questi seni Fiore?" mi chiede.
Io non rispondo.
Le sue mani sono di nuovo sopra i miei fianchi " E questo culo di chi è Fiore?".


In fine, cerca il mio sesso, infila infinite volte le sue dita dentro di me :" E questa Fiore, di chi è?".

E' stato tutto così lento, che credo di essere stata faccia al muro per 20 anni, a farmi palpeggiare, a sentire la sua voce bassa.

E poi, tutto è cambiato, in modo precipitoso mi afferrà e mi porta in camera da letto. Mi sbatte a faccia in giù, e mi sistema le gambe giù dal letto.

Un serie di cinghiate mi colpisce il culo senza troppi complimenti. Inizio a sgambettare, le mie gambe non stanno ferme un secondo, L. mi colpisce come se volesse imprimere su di me il segno del suo passaggio.

Poi si ferma.

"Fiore di chi sei?"

Vorrei dire che sono sua, totalmente SUA, che ogni cosa che mi appartiene è sua, ovviamente, chiaramente, senza ogni dubbio SUA, non solo il mio corpo, ma soprattutto la mia mente, che è sempre piena di lui. Ma non dico nulla, qualcosa mi blocca... forse il fatto che è solo uno scherzo, forse il fatto che mi offende il fatto che non lo sappia benissimo... e così vinco un altro giro di cinghiate. Di strisce rosse e dolorose.

E poi, si riferma. Mi sfiora la pelle, sento le sue dita leggere su di me.

"Voglio sentirlo Fiore".
E fa scioccare un colpo più leggere degli altri.
E mi si sblocca tutto.
"SONO TUA!" gli dico.
Mi arriva un altro colpo, e mi chiede di ripeterglielo. Parecchie , parecchie volte.

Poi vedo precipitare la sua cintura sul letto, le sue dita sono di nuovo sulla mia pelle, fino ad afferrarmi per i capelli. Mi costringe a seguirlo tirandomi i capelli. Scendo dal letto, per ritrovarmi di fronte al suo sesso, inginocchiata.

Si riavvicina a me chinandosi al mio orecchio :" Non voglio un bocchino dei tuoi, voglio scoparci con la tua bocca. Hai capito?".
Io annuisco. Mi affonda nella bocca, entrando e uscendo a suo piacimento, bloccando la mia testa con la mano a cui ha attorcigliato i miei capelli, e ad ogni strattone la cute mi duole.
Non riesco neppure a stargli dietro, non riesco a respirare regolarmente, non riesco a fare nulla, nel trans in cui sono immersa, finchè non si stacca da me e io da lui.

Mi aiuta a rialzarmi, e mi bacia, mi bacia le labbra che sento irritate, che sento hanno il suo sapore, e mi bacia tutto il volto, mentre le sue mani sono di nuovo al mio sesso. Mi sembra di esplodere, mi pare di stare sul filo dell'orgasmo da troppo tempo. O lo raggiungo, o le perdo per sempre.

L. mi rimette a pancia in giù sul letto, le sue mani dentro di me riemergono bagnate, me le striscia addosso, so già cosa vuole fare.
Mi prende dietro senza complimenti, mi sento urlare, mi sento ansimare, mi sento godere, sento il mio culo rovente sulla sua pancia fresca, mi sento maledettamente sua.


Ps: Ho dovuto buttare
il latte con i biscotti
per colpa tua L.!

02/10/09

Un percorso punitivo


Finalmente oggi ho potuto riavere la mia biancheriaaa!!
Infatti 7 giorni fa mi era stato tolto il permesso di indossarla.
Insieme all'ordine di non mangiare dolci.
Posso sembrare privazioni insulse, eppure per me sono significative.

Detesto non portare le mutandine.
Sentire il mio sesso senza protezione, senza quella "custodia" che lo separa da tutto il resto mi fa sentire incredibilmente nuda. Nuda anche quando ho i jeans spessi addosso.


Le brave bimbe portano le mutandine, e sentire le pieghe morbide delle mie labbra nascoste sfregare sui tessuti del mio abbigliamento mi fa ricordare di non essere nè una bimba, nè brava.. e non mi piace.

Ho sempre pensato che sentire la presenza del mio sesso non mi piace. Mi fa sentire grande, e questo mi piace ancora meno. Io voglio essere piccola per sempre.

Inoltre andare a fare la spesa, una passeggiata, una cena fuori, e sapere di non avere la biancheria mi fa sentire in imbarazzo. E l'imbarazzo, mi porta ad eccitarmi. Ho sempre l'impressione che la gente sappia che non ho le mutandine e il reggiseno. Finisco per bagnarmi in continuazione... e bagnarsi in giro senza mutandine... è ancora + imbarazzante... insomma.. IL SOLITO CIRCOLO VIZIOSO...VIZIOSO!!!

Questa è stata una settimana davvero complicata. Avevo parecchie cose da scontare che si sono tramutate in una punizione piuttosto inflessibile, e in 7 giorni di castigo permanente.

Appena sono arrivata a casa di L. , già mi aspettata la prima sorpresa :( , ovvero, mi ha mandato a letto senza cena.
E' una cosa terribilissima, perchè andare a dormire alle 8 è noioso, e stare sola nel lettone, quando senti il tuo uomo che in un'altra parte della casa continua a fare la sua vita, l'ho trovato umiliante.
E' stata la prima, e spero ultima, volta.

In tv non c'era ancora il tg, che già mi è venuta una crisi di pianto. Sono tornata in sala da pranzo allora, e aprire la porta mi ha provocato il batticuore perchè mi sembrava di disubbidire ad un ordine ricevuto.
L. mi ha preso nelle sue braccia, mi ha consolato accoccolata su di lui, ma poi mi ha rispedito a letto.
La mattina quando mi sono svegliata morivo dalla fame e L. mi ha chiesto di preparargli il caffè. Siccome non mi pareva tirasse una bella aria, gliel'ho preparato, e gli ho preparato tutta la colazione.

Per me non ho preso nulla, preferendo aspettare che L. mi desse indicazione... ma non mi ha offerto neppure un mezzo biscottino.
In + se ne è uscito con la frase :"Ora riassetta la cucina per favore".
Mi è sembrato davvero troppo e gli ho detto"Guarda che non sono la tua serva, puoi farlo da solo!" é_é
A quel punto L. mi ha preso per un braccio , e mi ha portato in soggiorno dicendomi che evidentemente era giunto il momento di punirmi visto che avevo anche a stomaco vuoto un comportamento indisponente (io??? XD ).

Veramente per me non era giunto il momento... vabbhe, dettagli , immagino! :-)

La cosa che mi stupisce e mi stupirà sempre, è la quantità di tempo che un dom dedica alla sua sub.

Il soggiorno aveva un aspetto decisamente insolito. Si era trasformato in un vero e proprio percorso punitivo. Doveva aver passato un bel po' di tempo a pensare come sistemarlo.

Francamente vedere tanti strumenti sparsi qui e là per la stanza, invece che portare a preoccuparmi per il mio culetto, mi ha fatto cadere preda di un'onda di piacere che si è infranta quasi completamente tra le mie gambe. Questo mi ha avvantaggiato perchè i primi colpi sono stati + facili da reggere, inebriata dalla libido come ero. L'aria seriosa della stanza e di L. mi provocavano brividi di piacere lungo la pelle.

L. mi ha fatto mettere le mani su una sedia dove era appoggiato un paddle di legno, e con quello ha fatto scoppiare 50 colpi sul mio pigiama.

Alla fine mi ha fatto alzare, e mi ha detto che per la stanza c'erano altri 7 strumenti che avebbero impattato sul mio fondoschiena altrettante volte, in modo da risolvere la questione delle mie malefatte una volta per tutte. (una luuuunga, lunga serie che cazzate, in effetti!)


Dopo il paddle di legno, mi a fatto scivolare i pantaloni, e mi ha fatto assaggiare il paddle di legno e la spazzola, per un totale di 100 colpi. Solitamente non frigno facilmente ma l'idea di avere ancora + della metà degli strumenti da passare mi ha fatto venire voglia di piangere, soprattutto perchè L. continuava a dirmi che stanco di dover sommare i miei sbagli :-( .. e comunque il calore iniziava decisamente a farsi sentire!

Dopo la spazzola ho perso definitivamente le mutandine. Mi sono state sfilate, con la promessa che non le avrei riviste molto presto. :-(
L. ha detto che potevo considerarmi in punizione per tutta la settimana, e che in qualsiasi momento avesse voluto correggermi, non voleva impicci tra le sue mani e la pelle del mio culetto. SOBH!

Mentre mi spiegava quest'ultima complicazione, mi ha fatto appoggiare il bacino al bracciolo del divano, dove c'era il cucchiaio di legno. Stare appoggiata al bracciolo mi imbarazza da morire. Mi sento esposta, e pur avendo dietro semplicemente il mio ragazzo, sento sempre il mio senso del pudore ribellarsi.
In compenso ho potuto dargli ascolto, visto che pochi secondi dopo non ho fatto altro che saltellare ad ogni colpo. Più volte gli ho pregato di rallentare, ma con il suo corpo si è appoggiato a me e al mio braccio in modo da non potermi + proteggere e colpire liberamente le mie natiche.

La somministrazione dello strap e della cintura sono state una passeggiata di salute rispetto al resto... forse perchè ormai era totalmente anestetizzata!! :-D

Il problema non si è posto neppure di fronte al battipanni. Mi ha fatto appoggiare le mani al muro e tirare fuori ben bene il mio povero culetto rosso cupo.

Prima di darmi il primo colpo però ci ha passato su la mano. Ho provato a girarmi, lo intravedevo tra gli occhi invasi dai lacrimoni. Ho sempre l'impressione che il volto di L. sia diverso quando gioca. Non è propriamente lui che entra nella parte del punitore, è come avere a che fare con un altro L.

Alla fine, mi ha portato al centro della stanza, e ha fatto fischiare il cane dell'aria.
Mi ha ordinato di prendere le caviglie e di non muovervi. Ho sentito la canna sul mio sedere ustionato muoversi lentamente, calibrare gli spazi e senza muovermi gli ho detto piangendo"Basta, ti pregoooo". Sinceramente 50 colpi di cane, non li avrei mai retti. Psicologicamente ma anche fisicamente.

Ha fatto partire un colpo.
Poi ha appoggiato il cane sul divano.

Mi ha preso e mi ha fatto inginocchiare per terra, sempre lì in mezzo al soggiorno. Si è piegato su di me, e mi ha sussurrato all'orecchio moltissime cose. Su di lui, su di me, su i miei comportamenti.
Una in particolare mi ha fatto scoppiare a piangere, e mi ha lasciato così, nella stanza da sola.
Mi sentivo completamente svuotata. Svuotata e stanca, e nuova, e più pura di prima.

Quando mi sono stufata della solitudine mi sono alzata per andare in cucina, e L. mi ha abbracciato, ha affondato le mie mani nelle mie natiche dolenti e le nostre lingue hanno iniziato a cercarsi.


PS.: Sì, non mi sono seduta per un casino di tempo!

05/08/09

Gioco di Ruolo al Collegio

Quanto state per leggere è un gioco di ruolo , nato all'interno di un forum italiano di spanking che frequento (Il Collegio).

L. mi ha detto che posso giocare, purchè pubblichi ogni volta l'eventuale provvedimento disciplinare che un insegnante del Collegio prevede per me.

Questo pomeriggio ho avuto l'onore di giocare con il professor Groznyj. Ha reso questa sessione un mix delicato e sobrio tra spanking e BDSM, a mio modo di vedere. A me è piaciuto, spero piaccia anche a voi!

Un piccolo antefatto: Prese dalla calura estiva, io e altre collegiali, abbiamo richiesto la possibilità di riaprire la piscina del collegio. Visto che il permesso ci sarebbe stato concesso solo se fossimo state noi stesse ad ripulire la piscina, abbiamo pensato di aggirare il problema, chiamando un'impresa delle pulizie. Il costo lo abbiamo addebitato sulla carte di credito sottratta ad un professore. E una volta che la pulizia è stata fatta, abbiamo dato un party alcolico mal tollerato dal corpo decenti. Ed ecco che ognuna di noi ha ricevuto la proprio punizione in separata sede.
La mia è questa.



-Oggi pomeriggio sul tardi-

Calcolando la distanza tra terra e luna, dividendola per la metà del raggio di una circonferenza X, aggiungendo cateti e ipotenusa, e moltiplicato il tutto per l’aria di questo collegio… ho ottime probabilità di incrociare il professor Groznyj nel 2024 lungo il corridoio della sala mensa. Per allora avrà forse 98-99 anni, e si sarà certamente dimenticato che avrebbe dovuto punirmi nel 2010!

Ma mentre sono in cortile a fare i miei precisissimi calcoli, una voce proveniente dalle mie spalle mi investe: ” Lei lo sa che è stata la mente di tutto quello che è accaduto la settimana scorsa?”.
Un brivido gelido mi percorre la schiena: conosco questa voce!

L’imprevedibile è accaduto.

Il professor Groznyj se ne sta con una mano sul fianco ad osservarmi senza espressione.

Balbetto una risposta qualsiasi: “Emmm... non immaginavo di essere una trascinatrice.. non avevo idea di combinare tutto quel caos”.
“Beh- mi risponde- prima di agire deve pensare sempre alle conseguenze, ma non sembra che lei applichi questa regola. Mi segua nel mio studio”.

Sono incredula. Mi sono sopravvalutava. Avevo immaginato di scamparla, invece le mie stesse gambe mi stanno portando proprio nella stanza del prof mentre mi blatera calmo all’orecchio che ha intenzione di applicare per il mio caso una punizione esemplare.

Lo studio del professore è meraviglioso. Foderato di libri di storia e letteratura. Un vero patrimonio.

Il prof ha smesso di parlare, e io ne approfitto per ricordargli che quella è la mia prima punizione, nella speranza di avere un po’ di clemenza, ma per tutta risposta mi dici di spogliarmi.
Questo è davvero troppo per me!

“No che non mi spoglio!- protesto vivacemente- è una pura ingiustizia, io ho buttato un'idea ,se gli altri l'hanno raccolta che colpa ne ho??”
“Signorina – mi risponde con tono paziente- non è un'ingiustizia. Lei pagherà per aver avuto l'idea e aver sobillato le altre allieve a trasgredire le regole del collegio”.
Sento montarmi un odio profondo verso la calma di quest’uomo!

D’accordo –penso tra me- se mi vuole punire, facciamoglielo fare alla svelta, e inizio a spogliarmi.

Via le scarpe e i calzini, via la cravattina, la camicetta, la gonna. Lo faccio lentamente. Piego tutto in modo pignolo. Preciso. Ma ciò non sembra dargli alcun fastidio. Lui aspetta senza dire nulla, come se avesse tutto il tempo del mondo.
Tolgo il reggiseno e poi, l’ultimo baluardo della mia pudicizia. Via le mie mutandine.
Mi sta togliendo tutto, ma non ho alcuna intenzione di dargli la soddisfazione di emettere un solo gemito durate tutta la punizione.

Mi viene indicato di dirigermi verso una gogna che è appoggiata in fondo alla parete.
Il cuore mi salta in gola, mentre mi aiuta ad infilare testa e polsi dentro, per poi essere immobilizzati da un lucchetto. Non sono mai stata legata così, appena realizzo che per nessun motivo mi posso difendere vengo investita dal panico.
Sudo freddo.
E lui, lui lo nota.

Si avvicina, e mi appoggia la sua mano calda sulla schiena : ”Non si preoccupi signorina...è in buone mani... stia calma, vedrà che durerà molto meno di quanto lei pensi".
La sua voce è come se mi strappasse ai miei brutti pensieri, mi riporta sulla terra , in quella stanza, e mi ritrovo a sperare che sia vero quel che dice.

Mi accarezza con dolcezza i capelli per farmi calmare ancora, e contemporaneamente mi conduce vicino alla scrivania e mi fa flettere in maniera tale da avere il sedere ben esposto e il seno che cade nel vuoto.
Mi sento di nuovo il cuore battere all’impazzata, ho detto, o forse, forse ho solo pensato “non mi sento pronta..”.
E in tutta risposta mi senso sussurrare all’orecchio: “Stai tranquilla e cerca di rilassarti..”.

La rabbia di prima si scioglie, mi sento ammansita dalla sua voce. Dai suoi comandi.
E nel momento in cui chiudo gli occhi per prendere un grande sospiro, e rimandare giù le lacrime che mi stanno salendo agli occhi, un dolore sordo arriva all’improvviso.

Il professore Groznyj applica due clamps con dei pesi ai miei capezzoli.
“Aaaaaah!!!” il proposito di non urlare è andato in fumo prima ancora di cominciare, colta di sorpresa come sono.
“Sai perchè ti ho messo i pesetti?” mi chiede.
E mentre il dolore non accenna a smorzarsi cerco di riprendere un po’ di baldanza e sfrontatezza: ”... umm... mi… mi sfugge in questo momento… signore...!”.

“’E’ il contrappasso per il peso delle tue parole...” sentenzia pacato, e sparisce dietro le mie spalle.
La lezione pseudo dantesca non mi diverta, e nel frattempo il professore torna vicino a me tenendo qualcosa dietro la schiena, ma non vedo cos’è.
Mi gira intorno. Una. Due. Tre volte.

Sento solo i suoi passi nella sua stanza e il battito del mio cuore nella mia testa.

Mi torna davanti, sfiora appena i pesi e questi cominciano a dondolare e a torturarmi di nuovo i seni.
Tutto intorno è silenzio pigro di pomeriggio d’agosto e io mi sorprendo a pensare: ti prego sbrigati, puniscimi, non ce la faccio già più! Ma il dolore aumenta.

“Noooo… bastaaaa!” dico non resistendo al forte indolenzimento mentre all’improvviso le mie natiche sono sferzate da qualcosa… un frustino!
"Non pensavo di fare casino, mi dispiiiiaceeeee" mi lamento dopo aver sentito il primo colpo.

“Signorina le ho detto di pensare prima di parlare" dice con voce atona.
“Questo le costerà 5 colpi...in più...”.
E il frustino si abbatte altre due volte su di me.

In che situazione mi sono cacciata? Immobilizzata, nuda, e dolorante.
Penso che non aprirò più bocca per il resto della giornata, e che non mi verrà mai più in mente di proporre stupide idee alle mie compagne, mentre sono piegata in avanti, attenta a non muovermi troppo.

Mi sento segnare da altri colpi in successione: natiche e cosce non sono risparmiate dal castigo.

Poi all’improvviso più nulla.


Solo il tempo che scorre lentamente, il bruciore che scompare lentamente, il professore che riprende a comminare dietro di me. Ho gli occhi gonfi di lacrime, sono in una situazione così complicata che mi verrebbe voglia di scoppiare a piangere.
“Come va?” mi chiede.

Ed io, sono frastornata da quella domanda, e mi scivola un “bene” in risposta, anche se non va bene nulla.
Mi passa due dita, che mi sembrano bagnate sulla pelle. Le passa dolcemente sui segni delle natiche e delle gambe.
Mi irrigidisco automaticamente e lo sento sussurrare: ” Stai tranquilla. E’ quasi finito...”.

E mentre mi parla, colpisce ancora le mie natiche esposte con la sua mano aperta, in modo forte, profondamente, con molta violenza.
Non capisco più se mi fa più male lo schiocco della sua mano o il contraccolpo che riceve il mio povero , piccolo seno, e mi ritrovo a piangere.

Forse forte, o forse senza emettere suono, non lo so.

Ma so che il professore si sposta vicino al mio viso, e raccoglie le mie lacrime con le dita per poi passarle sui segni che proprio lui ha lasciato su di me. Le mie lacrime bruciano.
Riprende a sculacciarmi ancora, e poi si ferma.

Si siede sulla poltrona e guardandomi negli occhi bagnati mi parla ancora: "Signorina...come sta?".

Ma questa volta, non posso dire niente, ho tutto un mondo di emozioni che mi raschia la gola, e di dolore che mi raggiunge il cervello, e il cervello, è vuoto… e lo guardo negli occhi , come a dire: ci vede una risposta dentro?
Trovi una risposta dentro ai miei occhi. E mentre sbatto le mie palpebre sottili, crollano a terra le mie lacrime, e vorrei chiedergli scusa, vorrei chiedergli se mi ha perdonata...

Lui mi guarda, mi guarda bene, e allunga le mani verso di me.

Mi slaccia le clamps. Un nuovo dolore mi invade, e so che è l’ultimo, so che non ce ne saranno altri.

Lui, torna a girarmi intorno, si ferma dietro di me un tempo incalcolabile, il mio cuore batte più lento ora, batte dove è stato fatto cadere il frustino, e torna di fronte a me, mi libera le mani e il collo dalla morsa della gogna, e non mi toglie solo un peso fisico. Mi sento bene, stanca, dolorante, ma bene.

“Stai ferma” mi ammonisce.
E non posso far altre che eseguire i suoi ordini, anche se non ho più nulla che mi lega. Io voglio stare ferma, ferma come una statua. Solo perché me lo sto chiedendo lui.

All’improvviso, è come se dentro di me, si fosse fatto largo un profondo senso di rispetto verso questa persona che mi ha guidato in momenti così duri e difficili in modo così comprensivo, e cogliendo sempre i miei stati d’animo più cupi. Mi sembra di vederlo con occhi nuovi adesso.
“Signorina, si rivesta e torni in camera sua. Spero abbia capito la lezione...”.

Vorrei dirgli che ho capito, vorrei buttargli le braccia al collo e dirgli che ho capito benissimo, invece non dico nulla e scuoto solo la testa in un milione di SISISISISI. Come un cavallo impazzito.


E poi, recupero i miei vestiti infilandolo alla svelta, poi prendo la strada per la porta il più velocemente possibile. Medito di ringraziarlo prima di uscire, dovrei farmela uscire una parolina semplice come quella, e intanto ho già la mano sulla maniglia della porta.

E invece, invece di aprire la porta mi sento tirare.

Il professore mi attira vicino a sé, e mi scompiglio i capelli. E all’improvviso mi sussurro all’orecchio:” Signorina... ha il permesso di dare refrigerio alle sue parti arrossate ".
Le mie guance diventano rosse per l’imbarazzo, ma mi scappa un sorriso. Per il suo gesto buono, per la sua frase che ha rotto il silenzio.
Lo guardo nei suoi occhi e gli dico: “Grazie ”. Un grazie carico di così tante cose che solo chi è stato in questa stanza può capirlo.

04/08/09

Il mio strumento preferito (per ora!)

Qual'è lo strumento del vostro cuore?

Il mio - mano a parte of course - è il paddle di cuoio.
Secondo posto per la cinghia.

Di recente leggevo in un blog inglese che lo strumento preferito dalle donne è proprio il paddle, poichè ogni colpo provoca delle vibrazioni che si irradiano lungo il bacino, quindi investono anche il sesso.


A parte che non credo nelle statistiche (soprattutto per via della storiella del pollo di trilussiana memoria*) la teoria sulle vibrazioni mi sembra palusibile.

Amo il colpo del paddle. E' pieno, corposo, scalda la pelle all'istante, l'avvolge nel calore.
Ti lascia quella sensazione addosso per ore.

Ma, tornandando alla statistica, mi pare anche che la risposta più frequente tra le ragazze spankee che frequento sia: la spazzola. (o per gli amanti del lessico spankico: the Hairbrush)

Questo credo sia dovuto al fatto che è un oggetto domestico, che le ragazze portano sempre con sè, o comunque con cui hanno familiarità quotidiana.
Insomma un oggetto che non dà nell'occhio, e che all'occorrenza si trasforma in "altro". In uno strumento di dolore/piacere.

In realtà mi sono fatta l'idea che la preferenza di uno strumento su un altro sia del tutto personale.
Una ricerca intima dell'attrezzo che ci sussurra maggiori emozioni quando tra tutti, lo vediamo.
Un richiamo psicologico.

Tra gli uomini a cui chiedo Cinta e Cane sono ai vertici delle loro preferenze.


La cinta la comprendo. E' simbolo di mascolinità per eccellenza.

Il padrone di casa porta i pantaloni, ergo anche la cintura.
Poi come strumento è fantastico.

Vedere mentre viene sfilata fa battere il cuore, evoca notti d'amore, evoca sesso, libidine.
Sentirla schioccare mette i brividi.
E' docile e malleabile tra le mani del suo custode: puo' accarezzarti, e può incendiarti la pelle.

Segue fedele gli ordini di chi la tiene in mano.


Il cane. Mi scusi Freud se quest'oggi lo strumentalizzo, ma secondo me il cane, la tipica canna inglese per intenderci, è vista dell'uomo come un prolungamento fallico di se stesso...

Ok, ciance a parte! Ecco due siti dove poter rimirare dei paddle meravigliosi!
Ho già sottointeso il mio amore verso il cuoio e la pelle (gli animalisti mi ameranno!) ma in questi link troverete anche oggetti in legno!

http://redbottomsociety.com/ <- paddle di legno http://www.ncis.net/woodrage/midnight.html <- di tutto un po'



* La statistica di trilussiana memoria mi ha sempre fatto ridere un sacco!

La Statistica

Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.


Trilussa

02/08/09

Anche nell'educazione dei bambini?

Sculacciate- Anche nell'educazione dei bambini?

Sfortunatamente, prima o poi si tocca anche questo tasto quando si vive in un mondo in cui il tema delle sculacciate è predominante. Quando si parla di bambinette e scolarette (o bambinoni e studentelli) amanti dello spanking.
Allora quel che penso lo metto per iscritto chiaro e tondo da subito, e lo farò prendendo in prestito la penna di un giornalista che mi piace parecchio. La pedofilia, il vizietto greco, le escludo chiaramente a priori, parlo solo delle mie convinzioni pedagogiche.

Nel bdsm questo pericolo è scongiurato.
Per quanto l'argomento faccia storcere ancora il naso alla maggior parte degli italiani (assai meno nella vecchia Europa, e assai di più nella nuova ma più benpensante America) dom e sub, sono solo uomini adulti che decidono di vivere la loro vita sessuale in maniera più pepata. Magari perversa, ma sempre consapevoli del fatto che nei loro rispettivi ruoli i 18 anni li hanno passati da un bel po'.

Se si passa al role play, se si accetta la regressione da parte di uno dei due componenti della coppia invece, si crea sempre confusione, e dalla confusione dubbio, che genera paura.


Oggi me ne stavo tornando a casa dopo il caffè domenicale, e come ogni settimo giorno che Dio manda in terra mi fermo in edicola.
La signora, una tipica romagnola con la permanente perfetta anche nel giorno di festa e nonostante i 35 gradi a picco, mi allunga Libero senza neppure che glielo chieda. Abbiamo altro da fare, informarci su cosa è successo nel quartiere, se i suoi figlioli stanno bene, se i miei studi procedono, se l'anno prossimo andranno di moda ancora i leggins.

Arrivo a casa.

Seduta fuori sul terrazzo l'odore del petrolio mi avvolge. Salto la politica che non dovrebbe interessare nessuno che abbia meno di 55 anni, e passo alle pagine di attualità.
Tutti dovrebbero leggere Libero almeno una volta a settimana.

E' distensivo, allegro, arguto. Dovrebbero darlo gratis.
Per annoiarci con i pensieri altrui abbiamo decine di altre serie e autorevoli testate per tutto il resto della settimana.

Ed ecco a pagina diciotto, un'intera pagina dedicata a : Sberle al pupo.
L'argomento scottante riuscirà a destare il lettore dal torpore provocato dall'abbuffata di sole a cui si starà sottoponendo?

La domanda è sempre la stessa: Una sberla, una punizione, aiuta ad educare i nostri pargoli?
Due giornalisti dalla pellaccia dura ci dicono la loro. Ci spiegano Perché Sì e Perché No.

Ecco i due articoli:
Schiaffi o calci: solo così i miei bimbi mi obbediscano, di Nicholas Farrell
Castighi e punizioni funzionano più di mille sculacciate, di Renato Farina

Mr Farrell è favorevole a usar le mani su i suoi 4 figli. Con moderazione, ma senza lesinare. Dice che è un metodo che li azzittisce, e li fa filare come soldatini.
E chi non usa lo stesso metodo è peggio di un comunista (del resto per l’autore dell'inserto domenicale Fumo di Londra non m’avrebbero stupito affermazioni come: Bisognerebbe dargliele di santa ragione col cane! ndF).

Vorrei rispondere a costui, che mai mi leggerà. Forse signore, con tutto il rispetto, invece di fare 4 figli, si sarebbe dovuto accontentare di elargire il suo seme una volta sola, così avrebbe avuto tutto sotto controllo.
Del resto... lei ama la guerra, le rassicuranti macchine inglesi solide e maschie, e tante altre cose che sicuramente rubano tempo al ruolo paterno. A volte, chi si accontenta gode molto di più.

L’agente segreto Farina, incarna alla perfezione il mio pensiero.

Soprattutto, sottolineo in grassetto una frase del suo articolo che mi ha fatto sciogliere, e che ufficialmente è diventata il baluardo, il simbolo assoluto di amore genitoriale intelligente:

"[...] Si punta a determinare nel ragazzino una reazione Pavloviana. Ricordate? Colleghi il dolore ad un atto commesso, così stai attendo a non farlo più. [...] Invece occorre avere il coraggio di chiedere obbedienza, chiedendo ai ragazzi di accettare il rischio di fidarsi, spiegando, mostrando, chiedendo anche ai bambini di provare a capire, di usare la ragione. E' necessaria la punizione: il modo con cui il padre e la madre amministrano la giustizia ed educano al bene e al male, al premio e al castigo. Ma le percosse non servono a nulla (solo un caso e lo spiego tra poco). Le busse umiliano chi le dà.
[...]
C'è un eccezione. Vale a dire quando il bambino è proprio un bambino. Ed è quando cerca di infilare le mani nei " buchi della corrente" o prova ad attraversare la strada senza guardare, insomma quando c'è in pericolo la vita sua e degli altri. In quel caso vanno bene anche i riflessi pavloviani.
Da grande capirà che quella botta non era dovuta a un capriccio, ma era dentro un'idea della vita. Ma per strada mai in nessun caso, davanti ad altri adulti o piccoli, no, proprio no. Lo spettacolo della pena amministrata in piazza lasciamola alla fustigazione dei Paesi musulmani. La sharia non abita qui, per favore."

(per leggere l'articolo: LINK )

Quindi, care mammine che lasciate sbraitare i vostri pargoli per le spiagge, cari papà dalla mano svelta e il cervello appannato dai culi delle veline e dalla crisi del mercato, un po' di impegno... lo so che ci avete messo 25 secondi a concepire il vostro virgulto, ma 3 secondi per educarli, mi sembrano davvero un po' pochini.

25/07/09

Proposta indecente ?



Ho meno di un mese, preferibilmente due settimane per accettare un role play di gruppo.

Se- e sottolineo la particella dubitativa - fossi una persona normale potrei rispondere semplicemente SI o NO.

Invece la proposta mi sconvolge, e non perchè io sia proprio uno stinco di santo, in effetti!

L. mi ha proposto uno dei giochi che preferisco: fare la scolaretta durante una lezione.
Però questa volta mi ha chiesto una variante, o meglio di giocare con altre due ragazze e il loro tutor.

Meraviglioso, mi piace un sacco come idea. MA...
MA ma ma ma, mi rendo conto che mille pensieri mi assillano.

L. dovrebbe toccare il culo di queste altre ragazze?
E se senza mutandine il loro fondoschiena fosse migliore del mio?
E io dovrei farmi sculacciare da un altro uomo?
E se non riuscissi ad accettare di sottostare all'autorità di un'altro?
Se non riuscissi a sopportare neppure uno sculaccione partito da una mano che non sia quella di L. a cui sono visceralmente legata?

L. appena pronunciata in modo tranquillo la sua proposta e vedendo i miei occhietti roteare verso nuovi lidi di pazzia cognitiva, ha anche aggiunto: "Ovviamente puoi porre i tuoi limiti. Se preferisci che sia solo io a sculacciarti per esempio... va bene".

Dovrei accettare e dire: io mi faccio toccare solo da te, MA tu... tocchi solo me.. bene, allora possiamo rimanere a casa nostra a giocare! :D
Non mi va di porre limiti in un GIOCO.

Perchè mi sembra sempre di essere una guasta feste in queste cose????

D'altra parte mi ispira profondamente, sembra un sacco divertente, ma... in fondo so perchè non mi convince mettere in pratica un gioco simile.
So cosa mette un freno ai miei desideri.

E' che io vengo proprio da esperienze simili, e quando ho incontrato L. e ho potuto sviluppare il lato più intimistico e sentimentale dello spanking, mi è sembrato il paradiso.

Fu come se tutto si allineasse armoniosamente in me. Il cervello non faceva a botte col cuore, e il cuore con il sesso.
Insomma, tutti felici!

Sono rimasta attaccata a quel: solo io per te e solo tu per me.

Un mondo di sicurezza, un fortino, una rocca inespugnabile dove ripararsi, dove essere se stessi e basta.

Come fa L. a poter pensare di farmi toccare da un'altra persona?
Dove finisce il diritto di possesso sull'altro, e che possesso è se è divisibile con terzi?


Una sola certezza è che giovedì o venerdì faremo un bell'aperitivo tutti insieme per farmi conoscere l'unico attore di questo gioco che ancora non conosco, il tutor delle ragazze.
Così potrò decidere con qualche elemento in più... oppure... potrei lasciare tutto al caso.

Se il tutor prende da bere qualcosa di alcolico allora NON ci vado, se prende un analcolico, allora che i giochi abbiano inizio!! :D

Firmato

Fiore in vena di analisi inutili :D

13/07/09

L'amore nel regno animale

Tutto quello che so sul sesso è casuale. Frutto di riflessioni sentimentali, improvvisazioni, ossevazioni su terzi, dicerie da corridoi scolastici e infine, sperimentazione empirica.

Mia madre non mi ha mai raccontato nulla a riguardo, mio padre invece si è spinto in spiegazioni quasi scientifiche: "Bhe, i bambini li fanno le api con il polline dei fiori... tu indossa sempre il preservativo!!!"(e non sto scherzando! Testuali parole!).


Quello che era chiaro nei miei pomeriggi con pane e nutella davanti a Geo&Geo, è che "quando i leoni della Savana si accoppiano" la leonessa non gliela dà facilmente al leone.
E, no.
Lui sarà pure il Re della Foresta, ma lei se la tira, scappa, gli molla zampate violente per non farsi saltare addosso.


Ma mica solo lei!
Le cagne, a dispetto del nome, tentano anch'esse una decorosa fuga di fronte al maschio. Le stambecche corrono a per di fiato, le colombe schiaffeggiano i colombi a suon di alate sul becco, e persino le coccodrille, fanno le ritrose.

Quindi, ho sempre pensato che cedere subito ai sollazzi dell'amore non fosse coerente con la natura, e ancora, fosse eccessivamente sfacciato.
Certo la fuga delle "animalesse" può essere un instinto genetico, ma se invece fosse solo un atto di pudore? (visto che poi, la Savana, è la Savana, non sai mai chi c'è a guardare! Vedi le cineprese di Geo&Geo per esempio!)


Lo spanking per me è sesso e non fa differenza.
Ragion per cui non è inusuale per me essere protagonista di conversazioni di questo tipo:
L. "Vieni QUI!"

Fiore: "Col piffero!!"
L.:" Vieni su-bi-to qui!!"

F.:" Ti ho detto scordatelo!"
L:" Se mi alzo io, poi è peggio, lo sai vero?"


A questo punto, valuto le mie possibilità.

Di solito valuto dallo stato reale di alterazione di L. e dallo stato di alterazione del mio sedere, poi mi faccio i miei conti.
Ieri, valeva la pena svignarsela, avevo ancora il fondoschiena bianco e fresco, e L. stava solo giocando.

Lo spanking è dentro il mio cervello, credo sia uno stato mentale, ma a volte è solo lotta.
Fisicità.
Correre per la casa, rincorsa da un uomo di 20 kg e 30 cm più di te, è esaltante. Mi diverte, mi eccita, mi fa salire l'adrenalina.
Sono la bimba che gioca ad acchiapparsi.

Sono la leonessa in fuga.


(Poi, vuoi mettere prendere in giro il tuo Re della Foresta, facendolo girare tre volte intorno al tavolo del soggiorno senza farti prendere?? Non ha pari! :D )


Certo, la preda ad un certo punto si stanca, o comme
tte un errore strategico e deve cedere al suo inseguitore.
Ieri mi sono precipitata nella camera da letto, credendo di trovare lì la mia salvezza.
Curiosamente è l'unica camera della casa ad avere la chiave (e questo mi fa capire che mia nonna la sapeva lunga e che mio nonno sia stato un uomo fortunato!) e una volta entrata lì, mi sarei chiusa dentro, chiedendo la resa.

Il piano non ha funzionato.
Non sono riuscita neppure a chiudere la porta che la manona di L. mi ha bloccato. (eccheccavolo! Nei film questa manovra invece funziona sempre!!!)
Mi ha presa violentemente e mi ha sbattutto sul lettone. "Game Over Fiore!!". Avevamo il fiatone come due vecchi tisici alla fine di un sigaro cubano che non avrebbero dovuto permettersi.

Si è avvicinato a me che ero riversa sul lettone, ha infilato le sue mani tra le mie gambe. Prepotente, senza riguardo. Poi mi ha girata e mi ha assestato qualche sculaccione. Mi ha sfilato la maglia e i miei graziosi pantaloncini di ciniglia rosa maialino.


"Ho due notizie, una buona e una cattiva, quale vuoi prima?" mi ha detto.
Maledetto!
Mi vuoi incastrare con la mia curiosità?

E in effetti, cedo subito:"Notizia Buona, Notizia Buona!!"


Mi dice di sdragliarmi con il cuscino sotto il bacino.


"Questa non mi sembra una buona notizia!"

Lui mi sorride e... tira fuori delle corde ROSA Shock semplicemente bellissime.
Avevo espresso il desiderio di avere delle corde colorate, verde acido o rosa, ed ora lo possiedo.


Si è seduto vicino a me, io ero a pancia in giù.
Mi ha fatto vedere e toccare le corde nuove.
Abbastanza spesse, e non mi sembravano morbide, come le altre.

Mi ha detto che i bagni di colore induriscono le fibre. Mi avrebbero dato più fastidio di quelle bianche.

PAZIENZA! Sono bellissime.

Mi ha legato i polsi sulla testa, scomodissima, ma non troppo stretta, perchè dopo qualche colpo tendo a tirare degli strappi con le braccia, e il più delle volte, con esiti disastrosi. Solo queste piccole attenzioni mi mandano in estasi a dire la verità.
Meno in estasi mi ha mandato la decisione di legarmi anche i piedi al letto.

Mi sento soffocare.

Bendami, imbavagliami, legami i polsi, ma polsi e gambe... mi fa impazzire.


Mi fa sentire impotente, non posso proteggermi.


Mi sono lamentata, non mi piaceva affatto la mia nuova posizione.


"Ok, se questa era la buona notizia... quella brutta?" chiedo io.

Non mi risponde.

Si accende una sigaretta -cazzo in camera da letto!!! - e si siede su una poltrona rumorosa che avrà + di cent'anni, e comunque + delle nostre due età messe insieme.


Ho capito che se la sarebbe presa, e la cattiva notizia non l'avrei scoperta molto presto.

Da qualche boccata. Io giro la testa dall'altra parte.


Fuori gli uccellini cinguettano allegri, e non sanno niente su quel che mi sta per succedere, e di come è bello essere umani.

09/07/09

Piccola torbide fantasie

Una delle magie di chi vive il tipo di spanking che vivo io, è la regressione che subisce, e che puo' andare dai tre anni (lavami, dammi da mangiare, vestimi, fammi giocare, mettimi a letto e curati di me in tutto e per tutto) ai 13-16 anni (sono un'adolescente con tutte le turbe adolescenziali, e devi rimettermi in riga con regola e guidami).

Negli ultimi 6 anni ho potuto provare un po' di tutto, e spesso non riesco a capire in quale età mi piace maggiormente calarmi.

Direi che la mia preferita- o la più frequente almeno- sia l'età intorno ai 16 anni. Studentessa svogliata, che si caccia nei guai, o ancora meglio, ragazza sfortunata che finisce nei guai senza volerlo con lo scontato epilogo d'essere punita ingiustamente.

La punizione ingiusta, credo rientri nel vero e proprio modo che ho di intendere la sottomissione. Senza un perchè, senza una colpa da espiare, è solo un evento ineluttabile a cui sottostare.
Questa idea mi piace.

Quelle delle punizioni ingiuste poi, è stato per anni un argomento che mi ha affascinato.
Forse nel raccontarmi delle storie, dovevo interpretare anche il ruolo del carnefice e ci prendevo la mano, o forse l'idea di subire un castigo che è totalmente indipendente dalla mia volontà mi attrae.
Le ragazzine punite nelle mie fantasie, erano orfane, fanciulle abbandonate in collegi severi, o a casa di zie altere e rigide e piene di nemici da cui guardarsi.
Ragazze ricattate, che non potevano urlare la loro innocenza.
Messe in scacco dal destino.

Spesso principessine imprigionate in alte torri, che aspettavano di essere liberate mentre il principe azzurro combatteva contro foreste incantate per raggiungerle, o nobili ragazze finite sguattere a soddisfare umilianti richieste di castellani sadici. Legate, imbavagliate, frustate, vendute e comprate al mercato, fatte dormire in scantinati fatiscenti o spoglie soffitte.

Le favole della buona notte che mi raccontavo prima di esser vinta dal sonno, erano crudeli e spietate.

Nella loro guerra personale per non soccombere, nella loro fatica per riuscire a sopravvivere, se pure in totale solitudine, c'era il loro riscatto.
Non importa quante angherie potessero patire, erano ragazze in gamba se riuscivano a sopportare tutto quel che le capitava! Quindi, tutto sarebbe andato per il meglio nel loro futuro!

Crescendo, le mie fantasie sono diventate più "buone".
Signorine da educare con rigore e amore, coccolate ma punite quando ce n'era bisogno da balie lungimiranti, che sapevano quanto bene avrebbe fatto alle loro protette una calda, tenera sculacciata. Anche in pubblico, se questo fosse servito come strumento didattico!

Poi ci fu l'arrivo del maestrino squattrinato di musica, o del pretendente che metteva subito in chiaro quale sarebbe stato l'ordine gerarchico familiare. Questi, spesso e volentieri però, avevano il vizietto di far scivolare sotto i vari strati di sottane, la loro mano insinuante e accondiscente nel distribuire carezzine maliziose tra le pieghe umide delle ragazze da marito... che di lì a poco avrebbero conquistato.

Piccoli mostro della mia fantasia, favole lette al contrario, forse orribili, ma in fondo, mi facevano battere il cuore in modo particolare.

05/07/09

I tuoi segni son presenze

Questa notte mi sono svegliata alle 4 di notte con la tachicardia.

Mi sono svegliata, tu non eri più vicino a me, e mi sono sentita sola.
Ho acceso la luce, sono rimasta un po' seduta, pensando a te addormentato nel letto di casa tua, poi sono andata allo specchio.
Avevo il culetto ancora cocente, e il colore rosso acceso non era affatto diminuito. Le natiche bollenti.

Trovo sempre un certo fascino nell'immagine riflessa della mia pelle rossa. Mi sono guardata a lungo, mi sono sfiorata, ho ossevato la pella puntigliosa, lievemente gonfia, poi sono tornata a letto.
E' una sensazione strana: Orgoglio, misto a Compiacimento ed Eccitazione.


Oggi sono cominciti ad uscire i primi lividi.
Amo portare i segni che mi hai fatto tu. E' come se ti avessi accanto.
Quei segni, sono la prova che esisti, e mi ami come voglio essere amata.


Ma mi manca il fatto che tu non possa accarezzarmi e consolarmi per quei segni che mi sono tanto cari, e mi rendono anche lievemente malinconica.

04/07/09

IV Giorno

Lo sentivo muoversi in lontananza, ma immersa nel mondo ovattato del mio sonno non percepivo cosa stesse facendo.
La notte precedente abbiamo fatto l'amore in modo furioso, avevo voglia di insinuarmi in tutti gli angoli della sua pelle, la mia lingua lo eplorava ovunque, e sono stata deliziosamente sculacciata. Stavo, per cui, riposando di gusto.

Dopo poco ho sentito che qualcuno mi portava via il lenzuolo: "E' l'ora di alzarsi".
Mi sono tirata su con gli occhi ancora semichiusi e lui si è seduto vicino a me" Avanti, sulle mie ginocchia" ha detto.
Mi sono svegliata di colpo, improvvisamente il mio sesso pulsava e il mio cuore batteva all'impazzata.
Sapevo che prima o poi sarei stata punita, ma non mi aspettavo un'improvvisata tale!(leggi: alle 7 della mattina)

Ho tardato un po', mi dovevo sentire pronta. Avevo l'impressione che non mi sarei alzata molto presto da lì!

Così gli ho porto la mano e lui mi ha accompagnato dolcemente sulle sue ginocchia.
Mi ha sistemato un po', ed è stato in silenzio.
Non mi piace quando sta zitto, ma quando parla mi fa venire le fitte allo stomaco:
-"Vuoi dirmi come mai ti trovi qui?"
Odio quando devo rispondere, mi vergogno troppo.
Siccome non parlavo mi ha detto" Cominciamo male!" e mi ha abbassata i pantaloncini del pigiama.
Io ho continuato a nascondermi nel mio silenzio.

"Siccome vedo che sei in difficoltà, comincio io a dirti perchè ti trovi in questa posizione."
Io mi sentivo fremere come una foglia mentre continuava a sgridarmi:" Sei qui, perchè anche se io ti do un'ora per andare a dormire, te ne freghi e fai delle ore assurde. Hai sempre le fasi di dormi-veglia sballate, ma continui a fare di testa tua, e poi ti lamenti in continuazione di essere stanca.
Sei qui perchè fai sempre come ti pare e piace, e non chiedi il permesso per fare le cose, come invece abbiamo stabilito tu debba fare!!
Sei qui perchè quando concordiamo una regola cerchi sempre il modo per aggirarla solo per il gusto di provocarmi, e quindi è giusto che ora ne paghi le conseguenze.
- LUNGA PAUSA-
Sei d'accordo??"

Non ho potuto dire altro che :"Mi dispiace..." e " però io non ti voglio far incavolare di proposito!"
E' difficile trovare le parole giuste quando sei sulle ginocchia di qualcuno, tutto sembra fuori posto.
Giustamente Lui mi ha risposto che interpretava il mio gesto di iscrivermi al Forum del Collegio (che parla di spanking, medical, ecc ecc), e su FaceBook (come Fiore di Pepe contattando spankofili), dicendoglielo solo dopo averlo fatto, come un gesto di disubbidienza.

E forse è vero.
Forse lo faccio per attirare la sua attenzione inconsciamente, ma di certo non l'ho fatto per farlo arrabbiare!!!

Comunque oramai il tempo delle ramanzine era finito.
"Sei pronta?"
Ho pigolato "sì".
Mi ha sculacciato a lungo sulle mutandine, e già dopo pochi secondi mi sentivo le natiche in fiamme. Erano sculacciate forti, profonde e ravvicinate.

Quando ho sentito che infilava le dita nell'elastico delle mie mutantine, sono corsa a fermarlo. E' più forte di me.
Lui ha tolto le mani e mi ha detto con tono cupo:"E' questo il posto dove devono stare le tue mani quando ti punisco?"
Queste parole hanno avuto un potere magnetico e le ho tolte subito.
Mi ha tirato giù le gambe dal letto e le ha intrappolate tra le sue. Ho ricevuto la battuta più severa degli ultimi mesi, senza neppure la consolazione di avere le mie mutandine a proteggermi.

Dopo altri infiniti minuti si è fermato.
Mi ha massaggiato velocemente alcuni punti. Sentivo le sue mani su di me che agivano con perizia, ma senza nessun sentimento, e poi mi ha detto di andare nell'angolino e mettermi faccia al muro.

Sinceramente quando sono corsa nell'angolo era assolutamente cosciente che non era finita lì, ma che era solo un modo per darmi il tempo di riprendermi.

Dopo un po' si è avvicinato. Mi ha preso per il braccio e mi ha portato alla portrona. Mi ha fatto inginocchiare e abbracciare lo schienale. Dal suo borsone è comparso un paddle di legno. Quel paddle lo conosco bene anche se l'ha usato raramente, e posso dire che brucia come il demonio!!
Ho dovuto contare 50 colpi.
Sono stati forti, e lenti. Mi ha dato la possibilità di respirare tra l'uno e l'altro.
Alla fine mi ha messo una mano sul culo, sentivo che la mia pelle emanava calore.

Mi ha detto di appoggiarmi sul letto, e io per fargli capire che ero ben disposta verso la sua punizione sono corsa ad appoggiare il busto sul materasso.

"Prendi il cuscino, e affondaci la faccia - mi ha detto - non intendo sentirti gridare ancora!"
"Non è che urli per divertimento, mi stai facendo male brutto stronzo!"
Questo non gliel'ho detto, ma l'ho pensato, e sicuramente sarà apparso con una scritta al Neon sulla mia fronte!
Comunque ho eseguito.
Con la sua cinghia ha battuto e ribattuto sul mio povero sederino una miriade di volte.
Io urlavo nel cuscino, poi ad un certo punto, mi sono ritrovata in piedi.
L'ho guardato negl' occhi. Avevo gli occhi spalancati, e gli ho buttato le braccia al collo.
"Basta ti prego, mi dispiace tantoooooo!!" Devo avergli detto qualcosa del genere, e lui mi ha detto di rimettermi in ginocchio sulla poltrona.
Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, per un secondo ho creduto che volesse usare di nuovo il paddle, e lui deve averlo capito, e mi ha subito rassicurato: " voglio che stia un po' lì in castigo, vai!".

Lui mi ha lasciato sola, e così ho dato uno sguardo alle mie natiche di nascosto, credevo di trovarle violaverdiblu, invece erano solo intensissimamente rosse (per ora, domani sicuramente saranno policrome!).

Sono stata lì poco. E' tornato, con una pezza bagnata. Mi ha fatto stendere di nuovo sulle sue ginocchia e mi ha rinfrescato la pelle.

Abbiamo parlato un po' dopo, e siamo andati in cucina, dove c'era la colazione pronta e il mio quarto regalino ad aspettarmi.

Prima di aprirlo però mi ha detto che come castigo ulteriore dovrò scrivere per dopodomani la frase: "Non devo usare il mio corpo per corromperti, perchè già ti appartiene " per 200 volte.

Questo perchè ieri su FB ho scritto che avrei provato a fare sesso selvaggio per distrarlo dalla punizione che mi spettava e per farlo stancare tanto da non fargli più riuscire ad alzare il braccio.
Credo che dopo aver scritto quella lunghiiiiiissima frase duecento volte sarò io che non riuscirò più ad alzare il braccio!!