Mi è stato mandato questo racconto spanking con la richiesta di poterlo pubblicare anonimo sul mio sito.
E a me piacciono sempre i racconti di studentesse in difficoltà, quindi pubblico volentieri.
Anzi, se avete altri racconti, mandateli, io li pubblicherò così come me li mandate! :)
La punizione di Dany
Dany si trovava di fronte alla classe, nella peggior situazione possibile.
L'insegnante la rimproverava di aver sbagliato nuovamente il compito in classe, che per facilitare tutti era sempre sullo stesso argomento.
"Possibile che tu sia riuscita a prendere tre su un capitolo che avresti dovuto studiare già il mese scorso?"
Dany si sentiva davvero tanto stupida ad essere apostrofa così dalla sua insegnate e non sapeva più dove guardare per l'imbarazzo.
"Questo compito fa media con l'altro, quindi, secondo i calcoli su tutta la classe tu sei la studentessa con il voto più basso di tutti. Sai cosa vuol dire questo, vero?"
Dany non aveva voce per rispondere, sprofondata così com'era nella vergogna più nera, ma l'insegnante glielo chiese di nuovo :" Avanti, sai benissimo cosa spetta alla studentessa peggiore! Almeno a questa domanda dovresti saper rispondere, oppure non hai letto neppure il Regolamento Scolastico?"
A quel punto la ragazza, rossa in viso dovette rispondere, sapendo che dimostrare di non conoscere il Regolamento sarebbe stato molto peggio.
"La ragazza con i voti peggiori è soggetta ad una punizione, data a discrezione dell'insegnante, professoressa", disse Dany a voce bassissima.
"Bene- disse soddisfatta l'insegnante- almeno su questo sei preparata. Ora mettiti faccia al muro, mani sulla testa e aspetta che finisca di distribuire i compiti! L'ultimo quarto d'ora mi occuperò di te!"
E così, nel silenzio tombale sceso in classe, Dany assunse la posizione consigliata dall'insegnante, e con le farfalle nello stomaco attese di essere richiamata al suo destino.
La correzione dei compiti fu lunga e complessa, e Dany ebbe anche la speranza che per quella giornata la prof si fosse scordata di lei, ma inesorabilmente, consegnò veloce i compiti restanti, e improvvisamente iniziò a parlare a tutta la classe.
"In questo istituto la formazione degli allievi passa anche da momenti di educazione collettiva. Quando un allievo si rende colpevole di un atto contro il regolamento - come in questo caso il non studiare a sufficienza- viene punito di fronte alla classe, perché anche gli altri imparino dagli errori degli altri."
Ciò detto, rivolgendosi a Dany, le ordinò di andare verso l'armadietto degli strumenti e prendere il paddle di legno traforato.
Quando Dany lo prese in mano, vide che era spesso più di un dito, e rabbrividì !
Lo porse all'insegnante e questa la fece piegare sulla sua cattedra, così che tutta la classe avesse una buona visuale.
Le alzò la gonna :" Venti colpi sulla biancheria. Per avere il resto, aspetterai la tua punizione privata questa sera! Adesso conta!" e così dicendo, fece calare il primo colpo.
Dany sentì un gran rumore dietro di sé, e sentì la pelle del suo culetto, iniziare a formicolare. D'improvviso però si ricordò di dover contare: UNO!! - disse ad alta voce
Appena sentì la sua voce capì che tutti la stavano ad ascoltare e venne colta da una mortificazione fortissima.
L'insegnante con una precisione pazzesca fece cadere altri 5 colpi, colpendo tutte e due le natiche. Dany contava e iniziava a sentire un bruciore intenso. Al decimo colpo, saltellò sul posto e corse a sfregarsi il fondo schiena con le mani.
"Subito in posizione monella! Cosa credi, che questa sia uno spettacolo del circo? Ricomponiti!"
Dany si ripiegò subito sulla cattedra, spaventata dal rimprovero.
"La capo-classe subito qui!"
Con voce severa l'insegnante di Dany, pronunciò quella che era la peggiore di tutte le frasi!
Dal banco si alzò una bellissima ragazza, dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri. Eleonora.
La ragazza si avvicinò alla cattedra, e ascoltò quello che aveva da dirle l'insegnante: "Vai dall'altro lato e tieni le mani della tua compagna. Evidentemente non ritiene di dover star composto e prendere la sua punizione come merita!"
Dany odiava con tutto il cuore quella ragazza, e ora doveva ricevere quell'enorme umiliazione di trovarsi la sua sua faccia di fronte, mentre veniva sculacciata davanti a tutti.
Eleonora con eleganza prese i polsi di Dany, e la guardò divertita dalla sua posizione di privilegio.
Dany vista la situazione decise di raccogliere tutta la sua forza d'animo e di muoversi il meno possibile.
Ricevette altri 5 colpi molto forti, tanto che la gonna le ricadde addosso.
L'insegnante le riscoprì il sedere e alzando il volto verso Eleonora, le disse che stava facendo un buon lavoro nel tenere ferma Dany.
A quel punto, sentendo quell'ingiustizia la ragazza iniziò a singhiozzare sommessamente, e ricevette gli ultimi cinque colpi, fortissimi.
Quando finalmente pronunciò l'arrivo del ventesimo colpo a voce alta, si sentì sollevata, che quella situazione fosse quasi finita.
L'insegnante a quel punto, rimise a posto il paddle e disse ad Eleonora di sedersi. Poi guardò l'ora e vide che mancavano cinque minuti alla fine della lezione.
"Bene Dany, mostriamo a tutta la classe cosa succede ai sederi delle allieve impertinenti!" e così dicendo, mentre Dany era ancora inchinata sulla cattedra, le abbassò le mutandine.
"Ecco un bel color rosso vergogna! Vedete tutte?" chiese alla classe, e queste risposero in coro "Sì, professoressa!"
"Starai lì in castigo fino alla fine della lezione. Quando suonerà la campanella, potrai vestirti e andare in camera tua, e starai lì fino a questa sera, dove ti comunicherò la tua punizione privata.".
Dany continuava a piangere sommessamente per quell'ulteriore punizione, e i minuti che la separavano dal suono della campanella le sembrarono infiniti, mentre l'insegnante e la classe ripresero a parlare tranquillamente, come se nulla fosse.
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02/02/14
La punizione di Dany - I vostri racconti
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16/02/11
Svegliarsi "guarite"
E se ti svegli "guarita"?
Un giorno mi sono svegliata capendo di non poter più fare a meno di sculacciate, corde, bavagli premuti sulle labbra.
Se un giorno mi svegliassi senza questi bisogni ?
A volte prego perchè accada.
Perchè in fondo, qui è l'inferno, anche se ho tutto quello che ho.
Perchè ogni giorno lotto per non perdere quello che il Destino mi ha dato.
Non ho un amore semplice da custodire.
Non è un semplice compagno quello che mi sono cercata, che ho incontrato, che ho allevato e che mi alleva.
Tutti gli amori sono unici, ma questo è così fragile e così disgraziatamente raro, e se si dovesse spezzare, sarei destinata ad accontentarmi di un amore incompleto altrove, con un altro.
Ma magari un giorno, mi sveglierò guarita.
Un giorno mi sono svegliata capendo di non poter più fare a meno di sculacciate, corde, bavagli premuti sulle labbra.
Se un giorno mi svegliassi senza questi bisogni ?
A volte prego perchè accada.
Perchè in fondo, qui è l'inferno, anche se ho tutto quello che ho.
Perchè ogni giorno lotto per non perdere quello che il Destino mi ha dato.
Non ho un amore semplice da custodire.
Non è un semplice compagno quello che mi sono cercata, che ho incontrato, che ho allevato e che mi alleva.
Tutti gli amori sono unici, ma questo è così fragile e così disgraziatamente raro, e se si dovesse spezzare, sarei destinata ad accontentarmi di un amore incompleto altrove, con un altro.
Ma magari un giorno, mi sveglierò guarita.
19/10/10
6 mesi dopo...
Sono passati 6 mesi da quando mi sono trasferita a Londra, e non trovo quasi mai un attimo per sedermi (non è come pensate, eheheh) a scrivere per il mio blog come quando ero in Italia.
Certamente avere avuto anche un notebook dall'inizio avrebbe aiutato, ma ogni mese mettevo da parte soldi per comprarlo, che finivano invece in spese impreviste! (e aggiungo indispensabili, prima che pensiate che sia una spendacciona!)
Le cose sono molto cambiate.
Appena arrivata con L. ho dormito dai suoi zii quasi più di un mese ed è stato molto divertente.
Aspettavamo e pregavamo sempre che andassero fuori per poter fare qualche sessione.
Niente come l'aria inglese migliora la voglia di sculacciate, eheh!
Mi sono messa subito a cercare una casa, giravo come una trottola, e mi è servito molto a conoscere la città.
Ad un certo punto ero molto disperata perchè la maggior parte delle case, sembravano stalle con la muffa, e ho scoperto che per il londinese medio avere delle crepe in casa è assolutamente normale. Anzi, sono un vezzo, per cui ti fanno pagare anche di più. :)
Poi finalmente, come per magia la signora dell'agenzia - che sembrava una mistress tra l'altro-
ci ha trovato una casa vicino alla studio di L. e lontana dalla mia scuola, ma se non ci fosserro stati 40 scioperi dei mezzi questo inverno non ci sarebbe quasi stato nessun problema per me! :)
Uno degli scioperi è coinciso poi con la prima nevicata.
Ho fatto tutta la strada a piedi per tornare, ero un pezzo di ghiaccio quando sono ritornata a casa, e L. si è arrabbiato, dicendo che avrei dovuto chiamarlo invece.
Lì, ho capito che forse la DD fa schifo.
Non fa per me. Quando vivi una relazione a distanza è molto eccitante, e la puoi dosare, se convivi con il tuo Dom e hai l'acqua ghiacciata nelle scarpe, meno!
Alla fine, L. ha detto che invece la DD è la soluzione sempre :" E' molto sciocco camminare sotto la neve tanto a lungo rischiando di ammalarsi. Non sai prenderti cura di te stessa ti punisco per questo. Se non ti va bene, vedila così, una sculacciata, ti scalderà comunque!".
Alla fine abbiamo scelto di fare il tea.
Certamente avere avuto anche un notebook dall'inizio avrebbe aiutato, ma ogni mese mettevo da parte soldi per comprarlo, che finivano invece in spese impreviste! (e aggiungo indispensabili, prima che pensiate che sia una spendacciona!)
Le cose sono molto cambiate.
Appena arrivata con L. ho dormito dai suoi zii quasi più di un mese ed è stato molto divertente.
Aspettavamo e pregavamo sempre che andassero fuori per poter fare qualche sessione.
Niente come l'aria inglese migliora la voglia di sculacciate, eheh!
Mi sono messa subito a cercare una casa, giravo come una trottola, e mi è servito molto a conoscere la città.
Ad un certo punto ero molto disperata perchè la maggior parte delle case, sembravano stalle con la muffa, e ho scoperto che per il londinese medio avere delle crepe in casa è assolutamente normale. Anzi, sono un vezzo, per cui ti fanno pagare anche di più. :)
Poi finalmente, come per magia la signora dell'agenzia - che sembrava una mistress tra l'altro-
ci ha trovato una casa vicino alla studio di L. e lontana dalla mia scuola, ma se non ci fosserro stati 40 scioperi dei mezzi questo inverno non ci sarebbe quasi stato nessun problema per me! :)
Uno degli scioperi è coinciso poi con la prima nevicata.
Ho fatto tutta la strada a piedi per tornare, ero un pezzo di ghiaccio quando sono ritornata a casa, e L. si è arrabbiato, dicendo che avrei dovuto chiamarlo invece.
Lì, ho capito che forse la DD fa schifo.
Non fa per me. Quando vivi una relazione a distanza è molto eccitante, e la puoi dosare, se convivi con il tuo Dom e hai l'acqua ghiacciata nelle scarpe, meno!
Alla fine, L. ha detto che invece la DD è la soluzione sempre :" E' molto sciocco camminare sotto la neve tanto a lungo rischiando di ammalarsi. Non sai prenderti cura di te stessa ti punisco per questo. Se non ti va bene, vedila così, una sculacciata, ti scalderà comunque!".
Alla fine abbiamo scelto di fare il tea.
16/11/09
MALEDETTO FACCIALIBRO!!! :-)
"Perchè mi sfidi continuamente?"
L. era dietro le mie spalle. Mi accarezzava la testa, i capelli. Io ero seduta ad inzuppare una pila di tre biscotti saiwa nel latte e cacao, quando sentendo la sua voce un brivido mi passa per la schiena: " Ma chi cazzo ti sfida Lu????". Domando perplessa.
L. mi tira per il braccio e mi ritrovo in piedi davanti a lui mentre, "BLOBH", i biscotti affondano nel mio latte.
In realtà so a cosa si riferisce. Si è infastidito perchè su FB per scherzo ho chiesto di essere adottata.. e ovviamente -PER SCHERZO- molti amici hanno risposto alla mia richiesta affermativamente.
Mi ha abbracciata all'improvviso.
Quando mi abbraccia così, avviluppandomi tra le sue braccia, schiacciando la mia faccia nel suo petto, mi sento così piccola. Non è una cosa solo psicologica, lui è molto più grande di me, molto più alto.
Sparisco nelle sue braccia, mi fa sentire protetta da quell'abbraccio affettuoso, e al contempo
totalmente in sua balia.
Si è chinato su di me e mi ha sussurrato all'orecchio:"Ora risolviamo questa faccenda che vuoi farti adottare da altri."
Mi ha staccato dal suo abbraccio caldo e mi ha detto di mettermi faccia al muro.
Stare faccia al muro in verità mi piace un casino perchè posso sentire il mio cuore galopparmi fino in gola, e le tempie che pulsano sangue all'impazzata.
Mi sono messa faccia al muro, con le mani sulla testa, come al solito.
Ma lui ha detto:" Butta giù pantaloni e mutandine, e braccia dietro la schiena".
Quando sono andata a sbottonare i jeans le mani mi tremavano.
Quante centinaia di volte lo avrò fatto?
Eppure mi emoziono sempre.
Lui lo sa, conosce le vie preferenziali che mi portano all'eccitazione, e le imbocca sicuro.
Ho abbassato quel che basta per scoprire le natiche.
Poi attesa.
Sento che si sfila la cintura che ha addosso.
Il mio cuore batte qualche colpo di meno, e mi sento soffocare dall'eccitazione.
Il suo silenzio mi inebria come il suono del cuoio che scivola tra i passanti dei suoi pantaloni.
Si avvicina di nuovo a me, al mio orecchio , mi parla con voce bassa :" Vuoi farti adottare da altri?".
Ho un nodo in gola, sono inchiodata con lo sguarda al muro.
Mi ripete la domanda, e io gli dico "No. Era uno scherzo".
Fa scivolare le sue mani lungo i miei fianchi, abbassa ancora un po' i miei vestiti. Mi sta appiccicato, me lo sento addosso, sento il suo respiro.
Fa scivolare le sue mani sotto la mia maglia e mi stringe i seni. Forte. E sobbalzo.
"Di chi sono questi seni Fiore?" mi chiede.
Io non rispondo.
Le sue mani sono di nuovo sopra i miei fianchi " E questo culo di chi è Fiore?".
In fine, cerca il mio sesso, infila infinite volte le sue dita dentro di me :" E questa Fiore, di chi è?".
E' stato tutto così lento, che credo di essere stata faccia al muro per 20 anni, a farmi palpeggiare, a sentire la sua voce bassa.
E poi, tutto è cambiato, in modo precipitoso mi afferrà e mi porta in camera da letto. Mi sbatte a faccia in giù, e mi sistema le gambe giù dal letto.
Un serie di cinghiate mi colpisce il culo senza troppi complimenti. Inizio a sgambettare, le mie gambe non stanno ferme un secondo, L. mi colpisce come se volesse imprimere su di me il segno del suo passaggio.
Poi si ferma.
"Fiore di chi sei?"
Vorrei dire che sono sua, totalmente SUA, che ogni cosa che mi appartiene è sua, ovviamente, chiaramente, senza ogni dubbio SUA, non solo il mio corpo, ma soprattutto la mia mente, che è sempre piena di lui. Ma non dico nulla, qualcosa mi blocca... forse il fatto che è solo uno scherzo, forse il fatto che mi offende il fatto che non lo sappia benissimo... e così vinco un altro giro di cinghiate. Di strisce rosse e dolorose.
E poi, si riferma. Mi sfiora la pelle, sento le sue dita leggere su di me.
"Voglio sentirlo Fiore".
E fa scioccare un colpo più leggere degli altri.
E mi si sblocca tutto.
"SONO TUA!" gli dico.
Mi arriva un altro colpo, e mi chiede di ripeterglielo. Parecchie , parecchie volte.
Poi vedo precipitare la sua cintura sul letto, le sue dita sono di nuovo sulla mia pelle, fino ad afferrarmi per i capelli. Mi costringe a seguirlo tirandomi i capelli. Scendo dal letto, per ritrovarmi di fronte al suo sesso, inginocchiata.
Si riavvicina a me chinandosi al mio orecchio :" Non voglio un bocchino dei tuoi, voglio scoparci con la tua bocca. Hai capito?".
Io annuisco. Mi affonda nella bocca, entrando e uscendo a suo piacimento, bloccando la mia testa con la mano a cui ha attorcigliato i miei capelli, e ad ogni strattone la cute mi duole.
Non riesco neppure a stargli dietro, non riesco a respirare regolarmente, non riesco a fare nulla, nel trans in cui sono immersa, finchè non si stacca da me e io da lui.
Mi aiuta a rialzarmi, e mi bacia, mi bacia le labbra che sento irritate, che sento hanno il suo sapore, e mi bacia tutto il volto, mentre le sue mani sono di nuovo al mio sesso. Mi sembra di esplodere, mi pare di stare sul filo dell'orgasmo da troppo tempo. O lo raggiungo, o le perdo per sempre.
L. mi rimette a pancia in giù sul letto, le sue mani dentro di me riemergono bagnate, me le striscia addosso, so già cosa vuole fare.
Mi prende dietro senza complimenti, mi sento urlare, mi sento ansimare, mi sento godere, sento il mio culo rovente sulla sua pancia fresca, mi sento maledettamente sua.
Ps: Ho dovuto buttare
il latte con i biscotti
per colpa tua L.!
L. era dietro le mie spalle. Mi accarezzava la testa, i capelli. Io ero seduta ad inzuppare una pila di tre biscotti saiwa nel latte e cacao, quando sentendo la sua voce un brivido mi passa per la schiena: " Ma chi cazzo ti sfida Lu????". Domando perplessa.
L. mi tira per il braccio e mi ritrovo in piedi davanti a lui mentre, "BLOBH", i biscotti affondano nel mio latte.
In realtà so a cosa si riferisce. Si è infastidito perchè su FB per scherzo ho chiesto di essere adottata.. e ovviamente -PER SCHERZO- molti amici hanno risposto alla mia richiesta affermativamente.
Mi ha abbracciata all'improvviso.
Quando mi abbraccia così, avviluppandomi tra le sue braccia, schiacciando la mia faccia nel suo petto, mi sento così piccola. Non è una cosa solo psicologica, lui è molto più grande di me, molto più alto.
Sparisco nelle sue braccia, mi fa sentire protetta da quell'abbraccio affettuoso, e al contempo
totalmente in sua balia.
Si è chinato su di me e mi ha sussurrato all'orecchio:"Ora risolviamo questa faccenda che vuoi farti adottare da altri."
Mi ha staccato dal suo abbraccio caldo e mi ha detto di mettermi faccia al muro.
Stare faccia al muro in verità mi piace un casino perchè posso sentire il mio cuore galopparmi fino in gola, e le tempie che pulsano sangue all'impazzata.
Mi sono messa faccia al muro, con le mani sulla testa, come al solito.
Ma lui ha detto:" Butta giù pantaloni e mutandine, e braccia dietro la schiena".
Quando sono andata a sbottonare i jeans le mani mi tremavano.
Quante centinaia di volte lo avrò fatto?
Eppure mi emoziono sempre.
Lui lo sa, conosce le vie preferenziali che mi portano all'eccitazione, e le imbocca sicuro.
Ho abbassato quel che basta per scoprire le natiche.
Poi attesa.
Sento che si sfila la cintura che ha addosso.
Il mio cuore batte qualche colpo di meno, e mi sento soffocare dall'eccitazione.
Il suo silenzio mi inebria come il suono del cuoio che scivola tra i passanti dei suoi pantaloni.
Si avvicina di nuovo a me, al mio orecchio , mi parla con voce bassa :" Vuoi farti adottare da altri?".
Ho un nodo in gola, sono inchiodata con lo sguarda al muro.
Mi ripete la domanda, e io gli dico "No. Era uno scherzo".
Fa scivolare le sue mani lungo i miei fianchi, abbassa ancora un po' i miei vestiti. Mi sta appiccicato, me lo sento addosso, sento il suo respiro.
Fa scivolare le sue mani sotto la mia maglia e mi stringe i seni. Forte. E sobbalzo.
"Di chi sono questi seni Fiore?" mi chiede.
Io non rispondo.
Le sue mani sono di nuovo sopra i miei fianchi " E questo culo di chi è Fiore?".
In fine, cerca il mio sesso, infila infinite volte le sue dita dentro di me :" E questa Fiore, di chi è?".
E' stato tutto così lento, che credo di essere stata faccia al muro per 20 anni, a farmi palpeggiare, a sentire la sua voce bassa.
E poi, tutto è cambiato, in modo precipitoso mi afferrà e mi porta in camera da letto. Mi sbatte a faccia in giù, e mi sistema le gambe giù dal letto.
Un serie di cinghiate mi colpisce il culo senza troppi complimenti. Inizio a sgambettare, le mie gambe non stanno ferme un secondo, L. mi colpisce come se volesse imprimere su di me il segno del suo passaggio.
Poi si ferma.
"Fiore di chi sei?"
Vorrei dire che sono sua, totalmente SUA, che ogni cosa che mi appartiene è sua, ovviamente, chiaramente, senza ogni dubbio SUA, non solo il mio corpo, ma soprattutto la mia mente, che è sempre piena di lui. Ma non dico nulla, qualcosa mi blocca... forse il fatto che è solo uno scherzo, forse il fatto che mi offende il fatto che non lo sappia benissimo... e così vinco un altro giro di cinghiate. Di strisce rosse e dolorose.
E poi, si riferma. Mi sfiora la pelle, sento le sue dita leggere su di me.
"Voglio sentirlo Fiore".
E fa scioccare un colpo più leggere degli altri.
E mi si sblocca tutto.
"SONO TUA!" gli dico.
Mi arriva un altro colpo, e mi chiede di ripeterglielo. Parecchie , parecchie volte.
Poi vedo precipitare la sua cintura sul letto, le sue dita sono di nuovo sulla mia pelle, fino ad afferrarmi per i capelli. Mi costringe a seguirlo tirandomi i capelli. Scendo dal letto, per ritrovarmi di fronte al suo sesso, inginocchiata.
Si riavvicina a me chinandosi al mio orecchio :" Non voglio un bocchino dei tuoi, voglio scoparci con la tua bocca. Hai capito?".
Io annuisco. Mi affonda nella bocca, entrando e uscendo a suo piacimento, bloccando la mia testa con la mano a cui ha attorcigliato i miei capelli, e ad ogni strattone la cute mi duole.
Non riesco neppure a stargli dietro, non riesco a respirare regolarmente, non riesco a fare nulla, nel trans in cui sono immersa, finchè non si stacca da me e io da lui.
Mi aiuta a rialzarmi, e mi bacia, mi bacia le labbra che sento irritate, che sento hanno il suo sapore, e mi bacia tutto il volto, mentre le sue mani sono di nuovo al mio sesso. Mi sembra di esplodere, mi pare di stare sul filo dell'orgasmo da troppo tempo. O lo raggiungo, o le perdo per sempre.
L. mi rimette a pancia in giù sul letto, le sue mani dentro di me riemergono bagnate, me le striscia addosso, so già cosa vuole fare.
Mi prende dietro senza complimenti, mi sento urlare, mi sento ansimare, mi sento godere, sento il mio culo rovente sulla sua pancia fresca, mi sento maledettamente sua.
Ps: Ho dovuto buttareil latte con i biscotti
per colpa tua L.!
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02/10/09
Un percorso punitivo

Finalmente oggi ho potuto riavere la mia biancheriaaa!!
Infatti 7 giorni fa mi era stato tolto il permesso di indossarla.
Insieme all'ordine di non mangiare dolci.
Posso sembrare privazioni insulse, eppure per me sono significative.
Detesto non portare le mutandine.
Sentire il mio sesso senza protezione, senza quella "custodia" che lo separa da tutto il resto mi fa sentire incredibilmente nuda. Nuda anche quando ho i jeans spessi addosso.
Le brave bimbe portano le mutandine, e sentire le pieghe morbide delle mie labbra nascoste sfregare sui tessuti del mio abbigliamento mi fa ricordare di non essere nè una bimba, nè brava.. e non mi piace.
Ho sempre pensato che sentire la presenza del mio sesso non mi piace. Mi fa sentire grande, e questo mi piace ancora meno. Io voglio essere piccola per sempre.
Inoltre andare a fare la spesa, una passeggiata, una cena fuori, e sapere di non avere la biancheria mi fa sentire in imbarazzo. E l'imbarazzo, mi porta ad eccitarmi. Ho sempre l'impressione che la gente sappia che non ho le mutandine e il reggiseno. Finisco per bagnarmi in continuazione... e bagnarsi in giro senza mutandine... è ancora + imbarazzante... insomma.. IL SOLITO CIRCOLO VIZIOSO...VIZIOSO!!!
Questa è stata una settimana davvero complicata. Avevo parecchie cose da scontare che si sono tramutate in una punizione piuttosto inflessibile, e in 7 giorni di castigo permanente.
Appena sono arrivata a casa di L. , già mi aspettata la prima sorpresa :( , ovvero, mi ha mandato a letto senza cena.
E' una cosa terribilissima, perchè andare a dormire alle 8 è noioso, e stare sola nel lettone, quando senti il tuo uomo che in un'altra parte della casa continua a fare la sua vita, l'ho trovato umiliante.
E' stata la prima, e spero ultima, volta.
In tv non c'era ancora il tg, che già mi è venuta una crisi di pianto. Sono tornata in sala da pranzo allora, e aprire la porta mi ha provocato il batticuore perchè mi sembrava di disubbidire ad un ordine ricevuto.
L. mi ha preso nelle sue braccia, mi ha consolato accoccolata su di lui, ma poi mi ha rispedito a letto.
La mattina quando mi sono svegliata morivo dalla fame e L. mi ha chiesto di preparargli il caffè. Siccome non mi pareva tirasse una bella aria, gliel'ho preparato, e gli ho preparato tutta la colazione.
Per me non ho preso nulla, preferendo aspettare che L. mi desse indicazione... ma non mi ha offerto neppure un mezzo biscottino.
In + se ne è uscito con la frase :"Ora riassetta la cucina per favore".
Mi è sembrato davvero troppo e gli ho detto"Guarda che non sono la tua serva, puoi farlo da solo!" é_é
A quel punto L. mi ha preso per un braccio , e mi ha portato in soggiorno dicendomi che evidentemente era giunto il momento di punirmi visto che avevo anche a stomaco vuoto un comportamento indisponente (io??? XD ).
Veramente per me non era giunto il momento... vabbhe, dettagli , immagino! :-)
La cosa che mi stupisce e mi stupirà sempre, è la quantità di tempo che un dom dedica alla sua sub.
Il soggiorno aveva un aspetto decisamente insolito. Si era trasformato in un vero e proprio percorso punitivo. Doveva aver passato un bel po' di tempo a pensare come sistemarlo.
Francamente vedere tanti strumenti sparsi qui e là per la stanza, invece che portare a preoccuparmi per il mio culetto, mi ha fatto cadere preda di un'onda di piacere che si è infranta quasi completamente tra le mie gambe. Questo mi ha avvantaggiato perchè i primi colpi sono stati + facili da reggere, inebriata dalla libido come ero. L'aria seriosa della stanza e di L. mi provocavano brividi di piacere lungo la pelle.
L. mi ha fatto mettere le mani su una sedia dove era appoggiato un paddle di legno, e con quello ha fatto scoppiare 50 colpi sul mio pigiama.
Alla fine mi ha fatto alzare, e mi ha detto che per la stanza c'erano altri 7 strumenti che avebbero impattato sul mio fondoschiena altrettante volte, in modo da risolvere la questione delle mie malefatte una volta per tutte. (una luuuunga, lunga serie che cazzate, in effetti!)
Dopo il paddle di legno, mi a fatto scivolare i pantaloni, e mi ha fatto assaggiare il paddle di legno e la spazzola, per un totale di 100 colpi. Solitamente non frigno facilmente ma l'idea di avere ancora + della metà degli strumenti da passare mi ha fatto venire voglia di piangere, soprattutto perchè L. continuava a dirmi che stanco di dover sommare i miei sbagli :-( .. e comunque il calore iniziava decisamente a farsi sentire!
Dopo la spazzola ho perso definitivamente le mutandine. Mi sono state sfilate, con la promessa che non le avrei riviste molto presto. :-(
L. ha detto che potevo considerarmi in punizione per tutta la settimana, e che in qualsiasi momento avesse voluto correggermi, non voleva impicci tra le sue mani e la pelle del mio culetto. SOBH!
Mentre mi spiegava quest'ultima complicazione, mi ha fatto appoggiare il bacino al bracciolo del divano, dove c'era il cucchiaio di legno. Stare appoggiata al bracciolo mi imbarazza da morire. Mi sento esposta, e pur avendo dietro semplicemente il mio ragazzo, sento sempre il mio senso del pudore ribellarsi.
In compenso ho potuto dargli ascolto, visto che pochi secondi dopo non ho fatto altro che saltellare ad ogni colpo. Più volte gli ho pregato di rallentare, ma con il suo corpo si è appoggiato a me e al mio braccio in modo da non potermi + proteggere e colpire liberamente le mie natiche.
La somministrazione dello strap e della cintura sono state una passeggiata di salute rispetto al resto... forse perchè ormai era totalmente anestetizzata!! :-D
Il problema non si è posto neppure di fronte al battipanni. Mi ha fatto appoggiare le mani al muro e tirare fuori ben bene il mio povero culetto rosso cupo.
Prima di darmi il primo colpo però ci ha passato su la mano. Ho provato a girarmi, lo intravedevo tra gli occhi invasi dai lacrimoni. Ho sempre l'impressione che il volto di L. sia diverso quando gioca. Non è propriamente lui che entra nella parte del punitore, è come avere a che fare con un altro L.
Alla fine, mi ha portato al centro della stanza, e ha fatto fischiare il cane dell'aria.
Mi ha ordinato di prendere le caviglie e di non muovervi. Ho sentito la canna sul mio sedere ustionato muoversi lentamente, calibrare gli spazi e senza muovermi gli ho detto piangendo"Basta, ti pregoooo". Sinceramente 50 colpi di cane, non li avrei mai retti. Psicologicamente ma anche fisicamente.
Ha fatto partire un colpo.
Poi ha appoggiato il cane sul divano.
Mi ha preso e mi ha fatto inginocchiare per terra, sempre lì in mezzo al soggiorno. Si è piegato su di me, e mi ha sussurrato all'orecchio moltissime cose. Su di lui, su di me, su i miei comportamenti.
Una in particolare mi ha fatto scoppiare a piangere, e mi ha lasciato così, nella stanza da sola.
Mi sentivo completamente svuotata. Svuotata e stanca, e nuova, e più pura di prima.
Quando mi sono stufata della solitudine mi sono alzata per andare in cucina, e L. mi ha abbracciato, ha affondato le mie mani nelle mie natiche dolenti e le nostre lingue hanno iniziato a cercarsi.
PS.: Sì, non mi sono seduta per un casino di tempo!
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vita privata
15/08/09
Gli Inconvenienti della Spankee Praticante
Il titolo è riferito al fatto che sto per raccontarvi una piccola storiella su una surreale, ridicola -come possiamo chiamarla- papera, impasse, imprevisto, inconveniente o come mi hanno insegnato nel mio cattolico college, una gran figura di merda.
Io sono una tenera, povera, timida fanciulla, e nulla mi far star buona come la potenziale minaccia di poterle prendere davanti a terzi.
La cosa vale anche se i "terzi" stanno ascoltando al di là della parete, ragion per cui, in casa d'altri e in hotel cerco sempre di non creare una situazione "spankable".
Non è dello stesso avviso il mio caro consorte, nonchè spanker, che invece trova che gli altri dovrebbero essere felici di assistere o udire che le donne vengano ancora educate "alla vecchia maniera" da un uomo di proba moralità. (già l'aggettivo probo e il sostantivo moralità associati a L. è comico.. me ne rendo conto, ma la storia divertente non è questa!)
L'anno scorso partiamo per le vacanze e scegliamo una meta lontaaaana e sperduta, dove ovviamente il primo incontro che facciamo in hotel è con una coppia di anziani - ma anche arzilli - vecchietti italiani.
Le perle di lei sul costume da bagno, e i mocassini di lui ci informano che sono parecchio borghesi.
I primi giorni scorrono via veloci e allegri, ma la quinta sera, la situazione precipita all'improvviso!
Ho la mania di portare via il cibo, avvolgerlo in un fazzoletto "casomai avessi fame più tardi" e quel dì avevo portato delle marmellate della colazione in camera, infilandole nella valigia di L. in modo che gli inservienti non le buttassero.

Non so assolutamente come ma, una marmellata ai FRUTTI DI BOSCO era scoppiata nella sua valigia, macchiando quasi tutto: OH MY GOD!!!!
Mi sono ritrovata ad avere le guance dello stesso colore della marmellata, e pochi attimi dopo, sulle ginocchia di L. intento a imporporarmi anche le natiche.
Lui, me le suonava di santa ragione.
Io, non ho avuto il minimo decoro di abbassare la voce.
Ero troppo sorpresa. Devo dire anche divertita, mi lamentavo e ridevo insieme.
Avevo fatto di tutto per essere un angioletto... il destino delle spankee è sempre avverso, non c'è nulla da fare!!
Centinaia di sculaccioni dopo, pulizia delle camice e nanna , avrebbero dovuto seppellire l'episodio, e invece...
La mattina dopo prendiamo l'ascensore, ed ecco che i due italiani ci raggiungono, infilandosi prepotentemente tra le porte che stavano per chiudersi.
Parliamo amabilmente e scendiamo nella hall per andare a fare colazione.
Ma qualcosa non va, li vedo fremere, soprattutto la signora.
La vecchietta indignata, non riesce più a tenere a freno la lingua, e dice a voce bassa bassa:
"Li avete sentiti voi dei lamenti ieri notte???"
Noi : "Emm.. non diremmo...".
Lei insiste:" Oh, noi sì! Tutta la notte!!! Mi vergogno quasi a dirlo.."
La tipa si contorce le mani, poi continua: "Li vedete quei due.. quei due giapponesi???"
Un dito secco come un ramoscello morto, ma ornato con uno splendido smeraldo, ci indica una coppia di giovani uomini d'affari giapponesi.
"Voi non potete immaginare! All'improvviso, dopo esserci messi sotto le coperte sentiamo uno "SCIAFF" ! E un "AHII" a seguire! Belli forti li sentivamo. Così per tutta la notte!!"
Con accento bresciano, il re del mocassino assiste la moglie:" E sì!! Ma mica solo "Ahi" diceva quello lì! Diceva pure "Ahhh", se la godeva ad essere saccagnato di schiaffi! Facevano il sadomaso quelli lì!!! ...Volevamo chiamare il portiere, ma cosa vuole, sono storie incredibili!"
Il sorriso da lupo di L. balena un secondo quando capisce l'equivoco in cui sono caduti i nostri nonnetti, e poi torna serio con la sua solita faccia da culo da probo ragazzo di famiglia bene.
Io invece sono turbata!!
Non credo a quello che dice la vecchietta! Secondo me hanno capito che siamo stati noi, così ci sta raccontando tutto per coglierci in castagna!!
Io divento rossa come un peperone.
E quello stronzo di L. che fa??
Dice:" Amore sei diventata tutta rossa!"
Io lo guardo con gli occhi sgranati, che si trasformano in sguardo di odio, attimi lunghi ore trascorrono finchè lui non continua: "Signora, cambiamo argomento, questi non sono adatti alle sue giovani orecchie!"
MaLeDeTtO!!!!
La signora abbozza un sorriso, e ci separiamo per andare ad accaparrarci la nostra colazione.
Quando risaliamo in camera scoppiamo a ridere. Ci cappottiamo sul letto e ridiamo come pazzi. Risate a non finire, gli addominali tesi, le mandibole intorpidite.
Abbiamo riso finchè non sono sorte le prime lacrime.
"Che figura di merda!" dico, appena riesco a tirare un po' il fiato. E ricomincio a ridere.
Io sono una tenera, povera, timida fanciulla, e nulla mi far star buona come la potenziale minaccia di poterle prendere davanti a terzi.La cosa vale anche se i "terzi" stanno ascoltando al di là della parete, ragion per cui, in casa d'altri e in hotel cerco sempre di non creare una situazione "spankable".
Non è dello stesso avviso il mio caro consorte, nonchè spanker, che invece trova che gli altri dovrebbero essere felici di assistere o udire che le donne vengano ancora educate "alla vecchia maniera" da un uomo di proba moralità. (già l'aggettivo probo e il sostantivo moralità associati a L. è comico.. me ne rendo conto, ma la storia divertente non è questa!)
L'anno scorso partiamo per le vacanze e scegliamo una meta lontaaaana e sperduta, dove ovviamente il primo incontro che facciamo in hotel è con una coppia di anziani - ma anche arzilli - vecchietti italiani.
Le perle di lei sul costume da bagno, e i mocassini di lui ci informano che sono parecchio borghesi.
I primi giorni scorrono via veloci e allegri, ma la quinta sera, la situazione precipita all'improvviso!
Ho la mania di portare via il cibo, avvolgerlo in un fazzoletto "casomai avessi fame più tardi" e quel dì avevo portato delle marmellate della colazione in camera, infilandole nella valigia di L. in modo che gli inservienti non le buttassero.

Non so assolutamente come ma, una marmellata ai FRUTTI DI BOSCO era scoppiata nella sua valigia, macchiando quasi tutto: OH MY GOD!!!!
Mi sono ritrovata ad avere le guance dello stesso colore della marmellata, e pochi attimi dopo, sulle ginocchia di L. intento a imporporarmi anche le natiche.
Lui, me le suonava di santa ragione.
Io, non ho avuto il minimo decoro di abbassare la voce.
Ero troppo sorpresa. Devo dire anche divertita, mi lamentavo e ridevo insieme.
Avevo fatto di tutto per essere un angioletto... il destino delle spankee è sempre avverso, non c'è nulla da fare!!
Centinaia di sculaccioni dopo, pulizia delle camice e nanna , avrebbero dovuto seppellire l'episodio, e invece...
La mattina dopo prendiamo l'ascensore, ed ecco che i due italiani ci raggiungono, infilandosi prepotentemente tra le porte che stavano per chiudersi.Parliamo amabilmente e scendiamo nella hall per andare a fare colazione.
Ma qualcosa non va, li vedo fremere, soprattutto la signora.
La vecchietta indignata, non riesce più a tenere a freno la lingua, e dice a voce bassa bassa:
"Li avete sentiti voi dei lamenti ieri notte???"
Noi : "Emm.. non diremmo...".
Lei insiste:" Oh, noi sì! Tutta la notte!!! Mi vergogno quasi a dirlo.."
La tipa si contorce le mani, poi continua: "Li vedete quei due.. quei due giapponesi???"
Un dito secco come un ramoscello morto, ma ornato con uno splendido smeraldo, ci indica una coppia di giovani uomini d'affari giapponesi.
"Voi non potete immaginare! All'improvviso, dopo esserci messi sotto le coperte sentiamo uno "SCIAFF" ! E un "AHII" a seguire! Belli forti li sentivamo. Così per tutta la notte!!"
Con accento bresciano, il re del mocassino assiste la moglie:" E sì!! Ma mica solo "Ahi" diceva quello lì! Diceva pure "Ahhh", se la godeva ad essere saccagnato di schiaffi! Facevano il sadomaso quelli lì!!! ...Volevamo chiamare il portiere, ma cosa vuole, sono storie incredibili!"
Il sorriso da lupo di L. balena un secondo quando capisce l'equivoco in cui sono caduti i nostri nonnetti, e poi torna serio con la sua solita faccia da culo da probo ragazzo di famiglia bene.
Io invece sono turbata!!
Non credo a quello che dice la vecchietta! Secondo me hanno capito che siamo stati noi, così ci sta raccontando tutto per coglierci in castagna!!
Io divento rossa come un peperone.
E quello stronzo di L. che fa??
Dice:" Amore sei diventata tutta rossa!"
Io lo guardo con gli occhi sgranati, che si trasformano in sguardo di odio, attimi lunghi ore trascorrono finchè lui non continua: "Signora, cambiamo argomento, questi non sono adatti alle sue giovani orecchie!"
MaLeDeTtO!!!!
La signora abbozza un sorriso, e ci separiamo per andare ad accaparrarci la nostra colazione.
Quando risaliamo in camera scoppiamo a ridere. Ci cappottiamo sul letto e ridiamo come pazzi. Risate a non finire, gli addominali tesi, le mandibole intorpidite.
Abbiamo riso finchè non sono sorte le prime lacrime.
"Che figura di merda!" dico, appena riesco a tirare un po' il fiato. E ricomincio a ridere.
05/08/09
Gioco di Ruolo al Collegio
Quanto state per leggere è un gioco di ruolo , nato all'interno di un forum italiano di spanking che frequento (Il Collegio).
L. mi ha detto che posso giocare, purchè pubblichi ogni volta l'eventuale provvedimento disciplinare che un insegnante del Collegio prevede per me.
Questo pomeriggio ho avuto l'onore di giocare con il professor Groznyj. Ha reso questa sessione un mix delicato e sobrio tra spanking e BDSM, a mio modo di vedere. A me è piaciuto, spero piaccia anche a voi!
Un piccolo antefatto: Prese dalla calura estiva, io e altre collegiali, abbiamo richiesto la possibilità di riaprire la piscina del collegio. Visto che il permesso ci sarebbe stato concesso solo se fossimo state noi stesse ad ripulire la piscina, abbiamo pensato di aggirare il problema, chiamando un'impresa delle pulizie. Il costo lo abbiamo addebitato sulla carte di credito sottratta ad un professore. E una volta che la pulizia è stata fatta, abbiamo dato un party alcolico mal tollerato dal corpo decenti. Ed ecco che ognuna di noi ha ricevuto la proprio punizione in separata sede.
La mia è questa.

-Oggi pomeriggio sul tardi-
Calcolando la distanza tra terra e luna, dividendola per la metà del raggio di una circonferenza X, aggiungendo cateti e ipotenusa, e moltiplicato il tutto per l’aria di questo collegio… ho ottime probabilità di incrociare il professor Groznyj nel 2024 lungo il corridoio della sala mensa. Per allora avrà forse 98-99 anni, e si sarà certamente dimenticato che avrebbe dovuto punirmi nel 2010!
Ma mentre sono in cortile a fare i miei precisissimi calcoli, una voce proveniente dalle mie spalle mi investe: ” Lei lo sa che è stata la mente di tutto quello che è accaduto la settimana scorsa?”.
Un brivido gelido mi percorre la schiena: conosco questa voce!
L’imprevedibile è accaduto.
Il professor Groznyj se ne sta con una mano sul fianco ad osservarmi senza espressione.
Balbetto una risposta qualsiasi: “Emmm... non immaginavo di essere una trascinatrice.. non avevo idea di combinare tutto quel caos”.
“Beh- mi risponde- prima di agire deve pensare sempre alle conseguenze, ma non sembra che lei applichi questa regola. Mi segua nel mio studio”.
Sono incredula. Mi sono sopravvalutava. Avevo immaginato di scamparla, invece le mie stesse gambe mi stanno portando proprio nella stanza del prof mentre mi blatera calmo all’orecchio che ha intenzione di applicare per il mio caso una punizione esemplare.
Lo studio del professore è meraviglioso. Foderato di libri di storia e letteratura. Un vero patrimonio.
Il prof ha smesso di parlare, e io ne approfitto per ricordargli che quella è la mia prima punizione, nella speranza di avere un po’ di clemenza, ma per tutta risposta mi dici di spogliarmi.
Questo è davvero troppo per me!
“No che non mi spoglio!- protesto vivacemente- è una pura ingiustizia, io ho buttato un'idea ,se gli altri l'hanno raccolta che colpa ne ho??”
“Signorina – mi risponde con tono paziente- non è un'ingiustizia. Lei pagherà per aver avuto l'idea e aver sobillato le altre allieve a trasgredire le regole del collegio”.
Sento montarmi un odio profondo verso la calma di quest’uomo!
D’accordo –penso tra me- se mi vuole punire, facciamoglielo fare alla svelta, e inizio a spogliarmi.
Via le scarpe e i calzini, via la cravattina, la camicetta, la gonna. Lo faccio lentamente. Piego tutto in modo pignolo. Preciso. Ma ciò non sembra dargli alcun fastidio. Lui aspetta senza dire nulla, come se avesse tutto il tempo del mondo.
Tolgo il reggiseno e poi, l’ultimo baluardo della mia pudicizia. Via le mie mutandine.
Mi sta togliendo tutto, ma non ho alcuna intenzione di dargli la soddisfazione di emettere un solo gemito durate tutta la punizione.
Mi viene indicato di dirigermi verso una gogna che è appoggiata in fondo alla parete.
Il cuore mi salta in gola, mentre mi aiuta ad infilare testa e polsi dentro, per poi essere immobilizzati da un lucchetto. Non sono mai stata legata così, appena realizzo che per nessun motivo mi posso difendere vengo investita dal panico.
Sudo freddo.
E lui, lui lo nota.
Si avvicina, e mi appoggia la sua mano calda sulla schiena : ”Non si preoccupi signorina...è in buone mani... stia calma, vedrà che durerà molto meno di quanto lei pensi".
La sua voce è come se mi strappasse ai miei brutti pensieri, mi riporta sulla terra , in quella stanza, e mi ritrovo a sperare che sia vero quel che dice.
Mi accarezza con dolcezza i capelli per farmi calmare ancora, e contemporaneamente mi conduce vicino alla scrivania e mi fa flettere in maniera tale da avere il sedere ben esposto e il seno che cade nel vuoto.
Mi sento di nuovo il cuore battere all’impazzata, ho detto, o forse, forse ho solo pensato “non mi sento pronta..”.
E in tutta risposta mi senso sussurrare all’orecchio: “Stai tranquilla e cerca di rilassarti..”.
La rabbia di prima si scioglie, mi sento ammansita dalla sua voce. Dai suoi comandi.
E nel momento in cui chiudo gli occhi per prendere un grande sospiro, e rimandare giù le lacrime che mi stanno salendo agli occhi, un dolore sordo arriva all’improvviso.
Il professore Groznyj applica due clamps con dei pesi ai miei capezzoli.
“Aaaaaah!!!” il proposito di non urlare è andato in fumo prima ancora di cominciare, colta di sorpresa come sono.
“Sai perchè ti ho messo i pesetti?” mi chiede.
E mentre il dolore non accenna a smorzarsi cerco di riprendere un po’ di baldanza e sfrontatezza: ”... umm... mi… mi sfugge in questo momento… signore...!”.
“’E’ il contrappasso per il peso delle tue parole...” sentenzia pacato, e sparisce dietro le mie spalle.
La lezione pseudo dantesca non mi diverta, e nel frattempo il professore torna vicino a me tenendo qualcosa dietro la schiena, ma non vedo cos’è.
Mi gira intorno. Una. Due. Tre volte.
Sento solo i suoi passi nella sua stanza e il battito del mio cuore nella mia testa.
Mi torna davanti, sfiora appena i pesi e questi cominciano a dondolare e a torturarmi di nuovo i seni.
Tutto intorno è silenzio pigro di pomeriggio d’agosto e io mi sorprendo a pensare: ti prego sbrigati, puniscimi, non ce la faccio già più! Ma il dolore aumenta.
“Noooo… bastaaaa!” dico non resistendo al forte indolenzimento mentre all’improvviso le mie natiche sono sferzate da qualcosa… un frustino!
"Non pensavo di fare casino, mi dispiiiiaceeeee" mi lamento dopo aver sentito il primo colpo.
“Signorina le ho detto di pensare prima di parlare" dice con voce atona.
“Questo le costerà 5 colpi...in più...”.
E il frustino si abbatte altre due volte su di me.
In che situazione mi sono cacciata? Immobilizzata, nuda, e dolorante.
Penso che non aprirò più bocca per il resto della giornata, e che non mi verrà mai più in mente di proporre stupide idee alle mie compagne, mentre sono piegata in avanti, attenta a non muovermi troppo.
Mi sento segnare da altri colpi in successione: natiche e cosce non sono risparmiate dal castigo.
Poi all’improvviso più nulla.
Solo il tempo che scorre lentamente, il bruciore che scompare lentamente, il professore che riprende a comminare dietro di me. Ho gli occhi gonfi di lacrime, sono in una situazione così complicata che mi verrebbe voglia di scoppiare a piangere.
“Come va?” mi chiede.
Ed io, sono frastornata da quella domanda, e mi scivola un “bene” in risposta, anche se non va bene nulla.
Mi passa due dita, che mi sembrano bagnate sulla pelle. Le passa dolcemente sui segni delle natiche e delle gambe.
Mi irrigidisco automaticamente e lo sento sussurrare: ” Stai tranquilla. E’ quasi finito...”.
E mentre mi parla, colpisce ancora le mie natiche esposte con la sua mano aperta, in modo forte, profondamente, con molta violenza.
Non capisco più se mi fa più male lo schiocco della sua mano o il contraccolpo che riceve il mio povero , piccolo seno, e mi ritrovo a piangere.
Forse forte, o forse senza emettere suono, non lo so.
Ma so che il professore si sposta vicino al mio viso, e raccoglie le mie lacrime con le dita per poi passarle sui segni che proprio lui ha lasciato su di me. Le mie lacrime bruciano.
Riprende a sculacciarmi ancora, e poi si ferma.
Si siede sulla poltrona e guardandomi negli occhi bagnati mi parla ancora: "Signorina...come sta?".
Ma questa volta, non posso dire niente, ho tutto un mondo di emozioni che mi raschia la gola, e di dolore che mi raggiunge il cervello, e il cervello, è vuoto… e lo guardo negli occhi , come a dire: ci vede una risposta dentro?
Trovi una risposta dentro ai miei occhi. E mentre sbatto le mie palpebre sottili, crollano a terra le mie lacrime, e vorrei chiedergli scusa, vorrei chiedergli se mi ha perdonata...
Lui mi guarda, mi guarda bene, e allunga le mani verso di me.
Mi slaccia le clamps. Un nuovo dolore mi invade, e so che è l’ultimo, so che non ce ne saranno altri.
Lui, torna a girarmi intorno, si ferma dietro di me un tempo incalcolabile, il mio cuore batte più lento ora, batte dove è stato fatto cadere il frustino, e torna di fronte a me, mi libera le mani e il collo dalla morsa della gogna, e non mi toglie solo un peso fisico. Mi sento bene, stanca, dolorante, ma bene.
“Stai ferma” mi ammonisce.
E non posso far altre che eseguire i suoi ordini, anche se non ho più nulla che mi lega. Io voglio stare ferma, ferma come una statua. Solo perché me lo sto chiedendo lui.
All’improvviso, è come se dentro di me, si fosse fatto largo un profondo senso di rispetto verso questa persona che mi ha guidato in momenti così duri e difficili in modo così comprensivo, e cogliendo sempre i miei stati d’animo più cupi. Mi sembra di vederlo con occhi nuovi adesso.
“Signorina, si rivesta e torni in camera sua. Spero abbia capito la lezione...”.
Vorrei dirgli che ho capito, vorrei buttargli le braccia al collo e dirgli che ho capito benissimo, invece non dico nulla e scuoto solo la testa in un milione di SISISISISI. Come un cavallo impazzito.
E poi, recupero i miei vestiti infilandolo alla svelta, poi prendo la strada per la porta il più velocemente possibile. Medito di ringraziarlo prima di uscire, dovrei farmela uscire una parolina semplice come quella, e intanto ho già la mano sulla maniglia della porta.
E invece, invece di aprire la porta mi sento tirare.
Il professore mi attira vicino a sé, e mi scompiglio i capelli. E all’improvviso mi sussurro all’orecchio:” Signorina... ha il permesso di dare refrigerio alle sue parti arrossate ".
Le mie guance diventano rosse per l’imbarazzo, ma mi scappa un sorriso. Per il suo gesto buono, per la sua frase che ha rotto il silenzio.
Lo guardo nei suoi occhi e gli dico: “Grazie ”. Un grazie carico di così tante cose che solo chi è stato in questa stanza può capirlo.
L. mi ha detto che posso giocare, purchè pubblichi ogni volta l'eventuale provvedimento disciplinare che un insegnante del Collegio prevede per me.
Questo pomeriggio ho avuto l'onore di giocare con il professor Groznyj. Ha reso questa sessione un mix delicato e sobrio tra spanking e BDSM, a mio modo di vedere. A me è piaciuto, spero piaccia anche a voi!
Un piccolo antefatto: Prese dalla calura estiva, io e altre collegiali, abbiamo richiesto la possibilità di riaprire la piscina del collegio. Visto che il permesso ci sarebbe stato concesso solo se fossimo state noi stesse ad ripulire la piscina, abbiamo pensato di aggirare il problema, chiamando un'impresa delle pulizie. Il costo lo abbiamo addebitato sulla carte di credito sottratta ad un professore. E una volta che la pulizia è stata fatta, abbiamo dato un party alcolico mal tollerato dal corpo decenti. Ed ecco che ognuna di noi ha ricevuto la proprio punizione in separata sede.
La mia è questa.
-Oggi pomeriggio sul tardi-
Calcolando la distanza tra terra e luna, dividendola per la metà del raggio di una circonferenza X, aggiungendo cateti e ipotenusa, e moltiplicato il tutto per l’aria di questo collegio… ho ottime probabilità di incrociare il professor Groznyj nel 2024 lungo il corridoio della sala mensa. Per allora avrà forse 98-99 anni, e si sarà certamente dimenticato che avrebbe dovuto punirmi nel 2010!
Ma mentre sono in cortile a fare i miei precisissimi calcoli, una voce proveniente dalle mie spalle mi investe: ” Lei lo sa che è stata la mente di tutto quello che è accaduto la settimana scorsa?”.
Un brivido gelido mi percorre la schiena: conosco questa voce!
L’imprevedibile è accaduto.
Il professor Groznyj se ne sta con una mano sul fianco ad osservarmi senza espressione.
Balbetto una risposta qualsiasi: “Emmm... non immaginavo di essere una trascinatrice.. non avevo idea di combinare tutto quel caos”.
“Beh- mi risponde- prima di agire deve pensare sempre alle conseguenze, ma non sembra che lei applichi questa regola. Mi segua nel mio studio”.
Sono incredula. Mi sono sopravvalutava. Avevo immaginato di scamparla, invece le mie stesse gambe mi stanno portando proprio nella stanza del prof mentre mi blatera calmo all’orecchio che ha intenzione di applicare per il mio caso una punizione esemplare.
Lo studio del professore è meraviglioso. Foderato di libri di storia e letteratura. Un vero patrimonio.
Il prof ha smesso di parlare, e io ne approfitto per ricordargli che quella è la mia prima punizione, nella speranza di avere un po’ di clemenza, ma per tutta risposta mi dici di spogliarmi.
Questo è davvero troppo per me!
“No che non mi spoglio!- protesto vivacemente- è una pura ingiustizia, io ho buttato un'idea ,se gli altri l'hanno raccolta che colpa ne ho??”
“Signorina – mi risponde con tono paziente- non è un'ingiustizia. Lei pagherà per aver avuto l'idea e aver sobillato le altre allieve a trasgredire le regole del collegio”.
Sento montarmi un odio profondo verso la calma di quest’uomo!
D’accordo –penso tra me- se mi vuole punire, facciamoglielo fare alla svelta, e inizio a spogliarmi.
Via le scarpe e i calzini, via la cravattina, la camicetta, la gonna. Lo faccio lentamente. Piego tutto in modo pignolo. Preciso. Ma ciò non sembra dargli alcun fastidio. Lui aspetta senza dire nulla, come se avesse tutto il tempo del mondo.
Tolgo il reggiseno e poi, l’ultimo baluardo della mia pudicizia. Via le mie mutandine.
Mi sta togliendo tutto, ma non ho alcuna intenzione di dargli la soddisfazione di emettere un solo gemito durate tutta la punizione.
Mi viene indicato di dirigermi verso una gogna che è appoggiata in fondo alla parete.
Il cuore mi salta in gola, mentre mi aiuta ad infilare testa e polsi dentro, per poi essere immobilizzati da un lucchetto. Non sono mai stata legata così, appena realizzo che per nessun motivo mi posso difendere vengo investita dal panico.
Sudo freddo.
E lui, lui lo nota.
Si avvicina, e mi appoggia la sua mano calda sulla schiena : ”Non si preoccupi signorina...è in buone mani... stia calma, vedrà che durerà molto meno di quanto lei pensi".
La sua voce è come se mi strappasse ai miei brutti pensieri, mi riporta sulla terra , in quella stanza, e mi ritrovo a sperare che sia vero quel che dice.
Mi accarezza con dolcezza i capelli per farmi calmare ancora, e contemporaneamente mi conduce vicino alla scrivania e mi fa flettere in maniera tale da avere il sedere ben esposto e il seno che cade nel vuoto.
Mi sento di nuovo il cuore battere all’impazzata, ho detto, o forse, forse ho solo pensato “non mi sento pronta..”.
E in tutta risposta mi senso sussurrare all’orecchio: “Stai tranquilla e cerca di rilassarti..”.
La rabbia di prima si scioglie, mi sento ammansita dalla sua voce. Dai suoi comandi.
E nel momento in cui chiudo gli occhi per prendere un grande sospiro, e rimandare giù le lacrime che mi stanno salendo agli occhi, un dolore sordo arriva all’improvviso.
Il professore Groznyj applica due clamps con dei pesi ai miei capezzoli.
“Aaaaaah!!!” il proposito di non urlare è andato in fumo prima ancora di cominciare, colta di sorpresa come sono.
“Sai perchè ti ho messo i pesetti?” mi chiede.
E mentre il dolore non accenna a smorzarsi cerco di riprendere un po’ di baldanza e sfrontatezza: ”... umm... mi… mi sfugge in questo momento… signore...!”.
“’E’ il contrappasso per il peso delle tue parole...” sentenzia pacato, e sparisce dietro le mie spalle.
La lezione pseudo dantesca non mi diverta, e nel frattempo il professore torna vicino a me tenendo qualcosa dietro la schiena, ma non vedo cos’è.
Mi gira intorno. Una. Due. Tre volte.
Sento solo i suoi passi nella sua stanza e il battito del mio cuore nella mia testa.
Mi torna davanti, sfiora appena i pesi e questi cominciano a dondolare e a torturarmi di nuovo i seni.
Tutto intorno è silenzio pigro di pomeriggio d’agosto e io mi sorprendo a pensare: ti prego sbrigati, puniscimi, non ce la faccio già più! Ma il dolore aumenta.
“Noooo… bastaaaa!” dico non resistendo al forte indolenzimento mentre all’improvviso le mie natiche sono sferzate da qualcosa… un frustino!
"Non pensavo di fare casino, mi dispiiiiaceeeee" mi lamento dopo aver sentito il primo colpo.
“Signorina le ho detto di pensare prima di parlare" dice con voce atona.
“Questo le costerà 5 colpi...in più...”.
E il frustino si abbatte altre due volte su di me.
In che situazione mi sono cacciata? Immobilizzata, nuda, e dolorante.
Penso che non aprirò più bocca per il resto della giornata, e che non mi verrà mai più in mente di proporre stupide idee alle mie compagne, mentre sono piegata in avanti, attenta a non muovermi troppo.
Mi sento segnare da altri colpi in successione: natiche e cosce non sono risparmiate dal castigo.
Poi all’improvviso più nulla.
Solo il tempo che scorre lentamente, il bruciore che scompare lentamente, il professore che riprende a comminare dietro di me. Ho gli occhi gonfi di lacrime, sono in una situazione così complicata che mi verrebbe voglia di scoppiare a piangere.
“Come va?” mi chiede.
Ed io, sono frastornata da quella domanda, e mi scivola un “bene” in risposta, anche se non va bene nulla.
Mi passa due dita, che mi sembrano bagnate sulla pelle. Le passa dolcemente sui segni delle natiche e delle gambe.
Mi irrigidisco automaticamente e lo sento sussurrare: ” Stai tranquilla. E’ quasi finito...”.
E mentre mi parla, colpisce ancora le mie natiche esposte con la sua mano aperta, in modo forte, profondamente, con molta violenza.
Non capisco più se mi fa più male lo schiocco della sua mano o il contraccolpo che riceve il mio povero , piccolo seno, e mi ritrovo a piangere.
Forse forte, o forse senza emettere suono, non lo so.
Ma so che il professore si sposta vicino al mio viso, e raccoglie le mie lacrime con le dita per poi passarle sui segni che proprio lui ha lasciato su di me. Le mie lacrime bruciano.
Riprende a sculacciarmi ancora, e poi si ferma.
Si siede sulla poltrona e guardandomi negli occhi bagnati mi parla ancora: "Signorina...come sta?".
Ma questa volta, non posso dire niente, ho tutto un mondo di emozioni che mi raschia la gola, e di dolore che mi raggiunge il cervello, e il cervello, è vuoto… e lo guardo negli occhi , come a dire: ci vede una risposta dentro?
Trovi una risposta dentro ai miei occhi. E mentre sbatto le mie palpebre sottili, crollano a terra le mie lacrime, e vorrei chiedergli scusa, vorrei chiedergli se mi ha perdonata...
Lui mi guarda, mi guarda bene, e allunga le mani verso di me.
Mi slaccia le clamps. Un nuovo dolore mi invade, e so che è l’ultimo, so che non ce ne saranno altri.
Lui, torna a girarmi intorno, si ferma dietro di me un tempo incalcolabile, il mio cuore batte più lento ora, batte dove è stato fatto cadere il frustino, e torna di fronte a me, mi libera le mani e il collo dalla morsa della gogna, e non mi toglie solo un peso fisico. Mi sento bene, stanca, dolorante, ma bene.
“Stai ferma” mi ammonisce.
E non posso far altre che eseguire i suoi ordini, anche se non ho più nulla che mi lega. Io voglio stare ferma, ferma come una statua. Solo perché me lo sto chiedendo lui.
All’improvviso, è come se dentro di me, si fosse fatto largo un profondo senso di rispetto verso questa persona che mi ha guidato in momenti così duri e difficili in modo così comprensivo, e cogliendo sempre i miei stati d’animo più cupi. Mi sembra di vederlo con occhi nuovi adesso.
“Signorina, si rivesta e torni in camera sua. Spero abbia capito la lezione...”.
Vorrei dirgli che ho capito, vorrei buttargli le braccia al collo e dirgli che ho capito benissimo, invece non dico nulla e scuoto solo la testa in un milione di SISISISISI. Come un cavallo impazzito.
E poi, recupero i miei vestiti infilandolo alla svelta, poi prendo la strada per la porta il più velocemente possibile. Medito di ringraziarlo prima di uscire, dovrei farmela uscire una parolina semplice come quella, e intanto ho già la mano sulla maniglia della porta.
E invece, invece di aprire la porta mi sento tirare.
Il professore mi attira vicino a sé, e mi scompiglio i capelli. E all’improvviso mi sussurro all’orecchio:” Signorina... ha il permesso di dare refrigerio alle sue parti arrossate ".
Le mie guance diventano rosse per l’imbarazzo, ma mi scappa un sorriso. Per il suo gesto buono, per la sua frase che ha rotto il silenzio.
Lo guardo nei suoi occhi e gli dico: “Grazie ”. Un grazie carico di così tante cose che solo chi è stato in questa stanza può capirlo.
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spanking
04/08/09
Il mio strumento preferito (per ora!)
Qual'è lo strumento del vostro cuore?
Il mio - mano a parte of course - è il paddle di cuoio.
Secondo posto per la cinghia.
Di recente leggevo in un blog inglese che lo strumento preferito dalle donne è proprio il paddle, poichè ogni colpo provoca delle vibrazioni che si irradiano lungo il bacino, quindi investono anche il sesso.
A parte che non credo nelle statistiche (soprattutto per via della storiella del pollo di trilussiana memoria*) la teoria sulle vibrazioni mi sembra palusibile.
Amo il colpo del paddle. E' pieno, corposo, scalda la pelle all'istante, l'avvolge nel calore.
Ti lascia quella sensazione addosso per ore.
Ma, tornandando alla statistica, mi pare anche che la risposta più frequente tra le ragazze spankee che frequento sia: la spazzola. (o per gli amanti del lessico spankico: the Hairbrush)
Questo credo sia dovuto al fatto che è un oggetto domestico, che le ragazze portano sempre con sè, o comunque con cui hanno familiarità quotidiana.
Insomma un oggetto che non dà nell'occhio, e che all'occorrenza si trasforma in "altro". In uno strumento di dolore/piacere.
In realtà mi sono fatta l'idea che la preferenza di uno strumento su un altro sia del tutto personale.
Una ricerca intima dell'attrezzo che ci sussurra maggiori emozioni quando tra tutti, lo vediamo.
Un richiamo psicologico.
Tra gli uomini a cui chiedo Cinta e Cane sono ai vertici delle loro preferenze.
La cinta la comprendo. E' simbolo di mascolinità per eccellenza.
Il padrone di casa porta i pantaloni, ergo anche la cintura.
Poi come strumento è fantastico.
Vedere mentre viene sfilata fa battere il cuore, evoca notti d'amore, evoca sesso, libidine.
Sentirla schioccare mette i brividi.
E' docile e malleabile tra le mani del suo custode: puo' accarezzarti, e può incendiarti la pelle.
Segue fedele gli ordini di chi la tiene in mano.
Il cane. Mi scusi Freud se quest'oggi lo strumentalizzo, ma secondo me il cane, la tipica canna inglese per intenderci, è vista dell'uomo come un prolungamento fallico di se stesso...
Ok, ciance a parte! Ecco due siti dove poter rimirare dei paddle meravigliosi!
Ho già sottointeso il mio amore verso il cuoio e la pelle (gli animalisti mi ameranno!) ma in questi link troverete anche oggetti in legno!
http://redbottomsociety.com/ <- paddle di legno http://www.ncis.net/woodrage/midnight.html <- di tutto un po'
Il mio - mano a parte of course - è il paddle di cuoio.Secondo posto per la cinghia.
Di recente leggevo in un blog inglese che lo strumento preferito dalle donne è proprio il paddle, poichè ogni colpo provoca delle vibrazioni che si irradiano lungo il bacino, quindi investono anche il sesso.
A parte che non credo nelle statistiche (soprattutto per via della storiella del pollo di trilussiana memoria*) la teoria sulle vibrazioni mi sembra palusibile.
Amo il colpo del paddle. E' pieno, corposo, scalda la pelle all'istante, l'avvolge nel calore.
Ti lascia quella sensazione addosso per ore.
Ma, tornandando alla statistica, mi pare anche che la risposta più frequente tra le ragazze spankee che frequento sia: la spazzola. (o per gli amanti del lessico spankico: the Hairbrush)
Questo credo sia dovuto al fatto che è un oggetto domestico, che le ragazze portano sempre con sè, o comunque con cui hanno familiarità quotidiana.
Insomma un oggetto che non dà nell'occhio, e che all'occorrenza si trasforma in "altro". In uno strumento di dolore/piacere.
In realtà mi sono fatta l'idea che la preferenza di uno strumento su un altro sia del tutto personale.
Una ricerca intima dell'attrezzo che ci sussurra maggiori emozioni quando tra tutti, lo vediamo.
Un richiamo psicologico.
Tra gli uomini a cui chiedo Cinta e Cane sono ai vertici delle loro preferenze.
Il padrone di casa porta i pantaloni, ergo anche la cintura.
Poi come strumento è fantastico.
Vedere mentre viene sfilata fa battere il cuore, evoca notti d'amore, evoca sesso, libidine.
Sentirla schioccare mette i brividi.
E' docile e malleabile tra le mani del suo custode: puo' accarezzarti, e può incendiarti la pelle.
Segue fedele gli ordini di chi la tiene in mano.
Il cane. Mi scusi Freud se quest'oggi lo strumentalizzo, ma secondo me il cane, la tipica canna inglese per intenderci, è vista dell'uomo come un prolungamento fallico di se stesso...
Ok, ciance a parte! Ecco due siti dove poter rimirare dei paddle meravigliosi!
Ho già sottointeso il mio amore verso il cuoio e la pelle (gli animalisti mi ameranno!) ma in questi link troverete anche oggetti in legno!
http://redbottomsociety.com/ <- paddle di legno http://www.ncis.net/woodrage/midnight.html <- di tutto un po'
* La statistica di trilussiana memoria mi ha sempre fatto ridere un sacco!
La Statistica
Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.
Trilussa
30/07/09
Spankee perchè?
La domanda che mi viene posta più spesso è: Quando è nato il tuo lato spankee?
Solitamente rispondo da sempre.
Ieri notte, in preda all'insonnia ci ho riflettuto bene.
Nell'istante in cui sono nata e ho ricevuto il benvenuto alla vita con uno sculaccione.
Ecco quando sono diventata spankee.
Nell'istante in cui mi hanno insegnato che spanking è aria, è vita.
Le mie prime pulsioni sono sepolte nel cassetto dei ricordi infantili.
Ho avuto un flash su un'immagine che trovavo conturbante, innocente, maliziosa, ed eccitante allo stesso tempo, a l'eta di 3-4 anni, senza sapere perchè.
La prima immagine che ritengo collegabile alla mia passione spanking della vita, è questa:

La pubblicità resa famosa da Jodie Foster, e che ha trasformato in immortale questo prodotto abbronzante.
Ed eccola:
Una bimba bionda come me all'epoca, a cui viene messo fuori posto l'unico abito che sin dai nostri primi istanti di vita ci viene messo, la nostra seconda pelle!! LE MUNTANDINE!
Ciò che appare improvvisamente davanti agli occhi di tutti a causa del gioco di uno cucciolo vivace è un delizioso, baffuto e bianco sederino.
La protagonista porta la mano alla bocca innocentemente: Oh!
Anni fa non potevo spiegarmi perchè trovavo così affascinante quell'immagine, a ora avendo maggior cognizione di me stessa, ecco la soluzione.
Soluzione a cui devono essere giunti molti altri, visto che quest'immagine è stata ripresa, manipolata e strumentalizzata, più e più volte nel corso degli anni!
Questa pubblicità deve avere... qualcosa di MAGICO!
Versione + adulta.
Versione hot
Solitamente rispondo da sempre.
Ieri notte, in preda all'insonnia ci ho riflettuto bene.
Nell'istante in cui sono nata e ho ricevuto il benvenuto alla vita con uno sculaccione.
Ecco quando sono diventata spankee.
Nell'istante in cui mi hanno insegnato che spanking è aria, è vita.
Le mie prime pulsioni sono sepolte nel cassetto dei ricordi infantili.
Ho avuto un flash su un'immagine che trovavo conturbante, innocente, maliziosa, ed eccitante allo stesso tempo, a l'eta di 3-4 anni, senza sapere perchè.
La prima immagine che ritengo collegabile alla mia passione spanking della vita, è questa:

La pubblicità resa famosa da Jodie Foster, e che ha trasformato in immortale questo prodotto abbronzante.
Ed eccola:
Una bimba bionda come me all'epoca, a cui viene messo fuori posto l'unico abito che sin dai nostri primi istanti di vita ci viene messo, la nostra seconda pelle!! LE MUNTANDINE!
Ciò che appare improvvisamente davanti agli occhi di tutti a causa del gioco di uno cucciolo vivace è un delizioso, baffuto e bianco sederino.
La protagonista porta la mano alla bocca innocentemente: Oh!
Anni fa non potevo spiegarmi perchè trovavo così affascinante quell'immagine, a ora avendo maggior cognizione di me stessa, ecco la soluzione.
Soluzione a cui devono essere giunti molti altri, visto che quest'immagine è stata ripresa, manipolata e strumentalizzata, più e più volte nel corso degli anni!
Questa pubblicità deve avere... qualcosa di MAGICO!
Versione + adulta.
Versione hot
20/07/09
Parossismo

Cosa mai avranno potuto fare per essere convocate a mutandine abbassate di fronte a tutta la scuola?
Per quanto la mia visioni dello spanking sia molto intimistica, ci sono idee che mi stuzzicano in maniera violenta.
Ohhhh, credo che la situazione ritratta in questa pic sia una di quelle mie fantasie che da sole mi trascinano in un estasiatico parossismo!
17/07/09
Mantenere il segreto?
Ieri passeggiavo insieme al mio migliore amico.
Lui sa che succede quando L. è con me.
Lui sa che sono una spankee.
Non mi prende eccessivamente in giro per questo, ogni tanto mi lancia qualche bonaria battuta, che interpreto come compartecipazione affettuosa per una mia scelta, che malgrado la sua mente aperta non comprende in pieno.
In vari momenti della vita ho provato il bisogno di raccontarlo, per il semplice fatto che molto spesso mi sono sentita una persona divisa a metà.
Mi sembrava di mostrare sempre un lato di me stessa, e sprecare energie per nasconderne un altro.
Certo, normalmente la gente tiene per sè le proprie preferenze sessuali, ma a volte sarebbe così bello poter essere onesti con il mondo intero, con le persone che ti circondano, che vivono insieme a te.
Sedermi e dire: "Ahi!!" perchè il giorno prima le ho prese, o poter spiegare alle tue amiche:"Oggi non posso uscire perchè sono in castigo".
Forse tutta questa trasparenza equivarrebbe a prendere a picconate il mio mondo segreto, e a renderlo meno magico, ma troppe volte la voglia di urlarlo al mondo mi arriva ai limiti della gola, mi batte sulla lingua.
Ma credo che non condividerò mai questo segreto con nessuno.
Una volta ho ceduto.
Una volta, in una macchina, sotto la pioggia battente, dopo il racconto pieno di particolari minuziosi sull'ultima scopata di una mia amica, ho preso coraggio e l'ho detto.
Un attimo di silenzio poi la sua conclusione: "Ma è da troie!".
Le ho sorriso imbarazzata, ero ferita da quel giudizio.
Perchè andare a letto con 10 ragazzi diversi dall'inizio dell'anno è normale, e scegliere di farsi dominare dal proprio uomo è da troie?!
Se tu solo sapessi, se tu sapessi "amica mia" che è solo una forma per congiungere il proprio cuore, la propria anima e il proprio corpo in modo totale con il corpo , l'anima e il cuore di chi ti sta accanto, capiresti che non c'è nulla di più puro di un rapporto come lo viviamo noi "troie".
13/07/09
L'amore nel regno animale
Tutto quello che so sul sesso è casuale. Frutto di riflessioni sentimentali, improvvisazioni, ossevazioni su terzi, dicerie da corridoi scolastici e infine, sperimentazione empirica.
Mia madre non mi ha mai raccontato nulla a riguardo, mio padre invece si è spinto in spiegazioni quasi scientifiche: "Bhe, i bambini li fanno le api con il polline dei fiori... tu indossa sempre il preservativo!!!"(e non sto scherzando! Testuali parole!).
Quello che era chiaro nei miei pomeriggi con pane e nutella davanti a Geo&Geo, è che "quando i leoni della Savana si accoppiano" la leonessa non gliela dà facilmente al leone.
E, no.
Lui sarà pure il Re della Foresta, ma lei se la tira, scappa, gli molla zampate violente per non farsi saltare addosso.
Ma mica solo lei! Le cagne, a dispetto del nome, tentano anch'esse una decorosa fuga di fronte al maschio. Le stambecche corrono a per di fiato, le colombe schiaffeggiano i colombi a suon di alate sul becco, e persino le coccodrille, fanno le ritrose.
Quindi, ho sempre pensato che cedere subito ai sollazzi dell'amore non fosse coerente con la natura, e ancora, fosse eccessivamente sfacciato. Certo la fuga delle "animalesse" può essere un instinto genetico, ma se invece fosse solo un atto di pudore? (visto che poi, la Savana, è la Savana, non sai mai chi c'è a guardare! Vedi le cineprese di Geo&Geo per esempio!)
Lo spanking per me è sesso e non fa differenza. Ragion per cui non è inusuale per me essere protagonista di conversazioni di questo tipo:
L. "Vieni QUI!"
Fiore: "Col piffero!!"
L.:" Vieni su-bi-to qui!!"
F.:" Ti ho detto scordatelo!"
L:" Se mi alzo io, poi è peggio, lo sai vero?"
A questo punto, valuto le mie possibilità.
Di solito valuto dallo stato reale di alterazione di L. e dallo stato di alterazione del mio sedere, poi mi faccio i miei conti. Ieri, valeva la pena svignarsela, avevo ancora il fondoschiena bianco e fresco, e L. stava solo giocando.
Lo spanking è dentro il mio cervello, credo sia uno stato mentale, ma a volte è solo lotta.
Fisicità.
Correre per la casa, rincorsa da un uomo di 20 kg e 30 cm più di te, è esaltante. Mi diverte, mi eccita, mi fa salire l'adrenalina.
Sono la bimba che gioca ad acchiapparsi.
Sono la leonessa in fuga.
(Poi, vuoi mettere prendere in giro il tuo Re della Foresta, facendolo girare tre volte intorno al tavolo del soggiorno senza farti prendere?? Non ha pari! :D )
Certo, la preda ad un certo punto si stanca, o commette un errore strategico e deve cedere al suo inseguitore.
Ieri mi sono precipitata nella camera da letto, credendo di trovare lì la mia salvezza. Curiosamente è l'unica camera della casa ad avere la chiave (e questo mi fa capire che mia nonna la sapeva lunga e che mio nonno sia stato un uomo fortunato!) e una volta entrata lì, mi sarei chiusa dentro, chiedendo la resa.
Il piano non ha funzionato.
Non sono riuscita neppure a chiudere la porta che la manona di L. mi ha bloccato. (eccheccavolo! Nei film questa manovra invece funziona sempre!!!) Mi ha presa violentemente e mi ha sbattutto sul lettone. "Game Over Fiore!!".
Avevamo il fiatone come due vecchi tisici alla fine di un sigaro cubano che non avrebbero dovuto permettersi.
Si è avvicinato a me che ero riversa sul lettone, ha infilato le sue mani tra le mie gambe. Prepotente, senza riguardo. Poi mi ha girata e mi ha assestato qualche sculaccione. Mi ha sfilato la maglia e i miei graziosi pantaloncini di ciniglia rosa maialino.
"Ho due notizie, una buona e una cattiva, quale vuoi prima?" mi ha detto.
Maledetto!
Mi vuoi incastrare con la mia curiosità?
E in effetti, cedo subito:"Notizia Buona, Notizia Buona!!"
Mi dice di sdragliarmi con il cuscino sotto il bacino.
"Questa non mi sembra una buona notizia!"
Lui mi sorride e... tira fuori delle corde ROSA Shock semplicemente bellissime.
Avevo espresso il desiderio di avere delle corde colorate, verde acido o rosa, ed ora lo possiedo.
Si è seduto vicino a me, io ero a pancia in giù.
Mi ha fatto vedere e toccare le corde nuove.
Abbastanza spesse, e non mi sembravano morbide, come le altre.
Mi ha detto che i bagni di colore induriscono le fibre. Mi avrebbero dato più fastidio di quelle bianche.
PAZIENZA! Sono bellissime.
Mi ha legato i polsi sulla testa, scomodissima, ma non troppo stretta, perchè dopo qualche colpo tendo a tirare degli strappi con le braccia, e il più delle volte, con esiti disastrosi. Solo queste piccole attenzioni mi mandano in estasi a dire la verità.
Meno in estasi mi ha mandato la decisione di legarmi anche i piedi al letto.
Mi sento soffocare.
Bendami, imbavagliami, legami i polsi, ma polsi e gambe... mi fa impazzire.
Mi fa sentire impotente, non posso proteggermi.
Mi sono lamentata, non mi piaceva affatto la mia nuova posizione.
"Ok, se questa era la buona notizia... quella brutta?" chiedo io.
Non mi risponde.
Si accende una sigaretta -cazzo in camera da letto!!! - e si siede su una poltrona rumorosa che avrà + di cent'anni, e comunque + delle nostre due età messe insieme.
Ho capito che se la sarebbe presa, e la cattiva notizia non l'avrei scoperta molto presto.
Da qualche boccata. Io giro la testa dall'altra parte.
Fuori gli uccellini cinguettano allegri, e non sanno niente su quel che mi sta per succedere, e di come è bello essere umani.
Mia madre non mi ha mai raccontato nulla a riguardo, mio padre invece si è spinto in spiegazioni quasi scientifiche: "Bhe, i bambini li fanno le api con il polline dei fiori... tu indossa sempre il preservativo!!!"(e non sto scherzando! Testuali parole!).
Quello che era chiaro nei miei pomeriggi con pane e nutella davanti a Geo&Geo, è che "quando i leoni della Savana si accoppiano" la leonessa non gliela dà facilmente al leone.
E, no.
Lui sarà pure il Re della Foresta, ma lei se la tira, scappa, gli molla zampate violente per non farsi saltare addosso.
Ma mica solo lei! Le cagne, a dispetto del nome, tentano anch'esse una decorosa fuga di fronte al maschio. Le stambecche corrono a per di fiato, le colombe schiaffeggiano i colombi a suon di alate sul becco, e persino le coccodrille, fanno le ritrose.
Quindi, ho sempre pensato che cedere subito ai sollazzi dell'amore non fosse coerente con la natura, e ancora, fosse eccessivamente sfacciato. Certo la fuga delle "animalesse" può essere un instinto genetico, ma se invece fosse solo un atto di pudore? (visto che poi, la Savana, è la Savana, non sai mai chi c'è a guardare! Vedi le cineprese di Geo&Geo per esempio!)
Lo spanking per me è sesso e non fa differenza. Ragion per cui non è inusuale per me essere protagonista di conversazioni di questo tipo:
L. "Vieni QUI!"
Fiore: "Col piffero!!"
L.:" Vieni su-bi-to qui!!"
F.:" Ti ho detto scordatelo!"
L:" Se mi alzo io, poi è peggio, lo sai vero?"
A questo punto, valuto le mie possibilità.
Di solito valuto dallo stato reale di alterazione di L. e dallo stato di alterazione del mio sedere, poi mi faccio i miei conti. Ieri, valeva la pena svignarsela, avevo ancora il fondoschiena bianco e fresco, e L. stava solo giocando.
Lo spanking è dentro il mio cervello, credo sia uno stato mentale, ma a volte è solo lotta.
Fisicità.
Correre per la casa, rincorsa da un uomo di 20 kg e 30 cm più di te, è esaltante. Mi diverte, mi eccita, mi fa salire l'adrenalina.
Sono la bimba che gioca ad acchiapparsi.
Sono la leonessa in fuga.
(Poi, vuoi mettere prendere in giro il tuo Re della Foresta, facendolo girare tre volte intorno al tavolo del soggiorno senza farti prendere?? Non ha pari! :D )
Certo, la preda ad un certo punto si stanca, o commette un errore strategico e deve cedere al suo inseguitore.
Ieri mi sono precipitata nella camera da letto, credendo di trovare lì la mia salvezza. Curiosamente è l'unica camera della casa ad avere la chiave (e questo mi fa capire che mia nonna la sapeva lunga e che mio nonno sia stato un uomo fortunato!) e una volta entrata lì, mi sarei chiusa dentro, chiedendo la resa.
Il piano non ha funzionato.
Non sono riuscita neppure a chiudere la porta che la manona di L. mi ha bloccato. (eccheccavolo! Nei film questa manovra invece funziona sempre!!!) Mi ha presa violentemente e mi ha sbattutto sul lettone. "Game Over Fiore!!".
Si è avvicinato a me che ero riversa sul lettone, ha infilato le sue mani tra le mie gambe. Prepotente, senza riguardo. Poi mi ha girata e mi ha assestato qualche sculaccione. Mi ha sfilato la maglia e i miei graziosi pantaloncini di ciniglia rosa maialino.
"Ho due notizie, una buona e una cattiva, quale vuoi prima?" mi ha detto.
Maledetto!
Mi vuoi incastrare con la mia curiosità?
E in effetti, cedo subito:"Notizia Buona, Notizia Buona!!"
Mi dice di sdragliarmi con il cuscino sotto il bacino.
"Questa non mi sembra una buona notizia!"
Lui mi sorride e... tira fuori delle corde ROSA Shock semplicemente bellissime.
Avevo espresso il desiderio di avere delle corde colorate, verde acido o rosa, ed ora lo possiedo.
Si è seduto vicino a me, io ero a pancia in giù.
Mi ha fatto vedere e toccare le corde nuove.
Abbastanza spesse, e non mi sembravano morbide, come le altre.
Mi ha detto che i bagni di colore induriscono le fibre. Mi avrebbero dato più fastidio di quelle bianche.
PAZIENZA! Sono bellissime.
Mi ha legato i polsi sulla testa, scomodissima, ma non troppo stretta, perchè dopo qualche colpo tendo a tirare degli strappi con le braccia, e il più delle volte, con esiti disastrosi. Solo queste piccole attenzioni mi mandano in estasi a dire la verità.
Meno in estasi mi ha mandato la decisione di legarmi anche i piedi al letto.
Mi sento soffocare.
Bendami, imbavagliami, legami i polsi, ma polsi e gambe... mi fa impazzire.
Mi fa sentire impotente, non posso proteggermi.
Mi sono lamentata, non mi piaceva affatto la mia nuova posizione.
"Ok, se questa era la buona notizia... quella brutta?" chiedo io.
Non mi risponde.
Si accende una sigaretta -cazzo in camera da letto!!! - e si siede su una poltrona rumorosa che avrà + di cent'anni, e comunque + delle nostre due età messe insieme.
Ho capito che se la sarebbe presa, e la cattiva notizia non l'avrei scoperta molto presto.
Da qualche boccata. Io giro la testa dall'altra parte.
Fuori gli uccellini cinguettano allegri, e non sanno niente su quel che mi sta per succedere, e di come è bello essere umani.
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10/07/09
Barack Obama sarà spankofilo?
Ogni tanto anche una persona serissima (emmm..) come me cede alle idiozie, e stavo pensando: Potessi avere uno scellino per i suoi pensieri!!!

Ed ecco cosa mi fa il fascinoso (ma più lo guardo è più mi sembra gnocco.. sarà che è l'uomo più potente del mondo??) leader americano durante il G8 di questi giorni, mentre ingenua e flessuosa sfila davanti a lui e allo sfilatino mignon dei Francesi che se la ride (e non capisco perchè, visto che Madame Carlà ha un culo che è un osso che non sembrerebbe buono neppure per fare il brodo da servire alla mensa dei poveri), la diciassettenne Mayora Tavares, delegata brasiliana al "J8", l'evento che si svolge in contemporanea con quello degli adulti e da voce ai ragazzi del mondo grazie all'Unicef.
Sbrigate le pratiche esplicative sul dove, chi e perchè, passo alle mie osservazioni.
1. Non avevo mai notato che Barackino ha delle mani... davvero significative, due PALE naturali e ce lo vedrei proprio bene come spanker! (simpatico, sicuro di sè, alto, pieno di stile, che sa tenere le redini del mondo, sì sì sì, ce lo vedo!!)
2. Secondo me la foto parla chiaro, Obama sta pensando :Ma una bella pacca sul culo non ci starebbe bene?! Oppure le sta sussurrando:" Signorina! Le idee che hai espresso non mi piacciono per niente, dopo facciamo un discorsetto in privato io e te!!!"
3. Se è vero il punto due, Michelle Obama non è in sovrappeso, semplicemente essendo aumentato l'onere di responsabilità che il marito deve portare, ipernutre il suo fondoschiena in modo che la sua dolce metà possa scaritare la sua tensione su una superficie più estesa! (Quindi, Michelle santa subito!)
Almeno che non stia guardando le doppie punte dei capelli della su detta ragazza... allora le mie ipotesi sarebbero diverse! :D

Ed ecco cosa mi fa il fascinoso (ma più lo guardo è più mi sembra gnocco.. sarà che è l'uomo più potente del mondo??) leader americano durante il G8 di questi giorni, mentre ingenua e flessuosa sfila davanti a lui e allo sfilatino mignon dei Francesi che se la ride (e non capisco perchè, visto che Madame Carlà ha un culo che è un osso che non sembrerebbe buono neppure per fare il brodo da servire alla mensa dei poveri), la diciassettenne Mayora Tavares, delegata brasiliana al "J8", l'evento che si svolge in contemporanea con quello degli adulti e da voce ai ragazzi del mondo grazie all'Unicef.
Sbrigate le pratiche esplicative sul dove, chi e perchè, passo alle mie osservazioni.
1. Non avevo mai notato che Barackino ha delle mani... davvero significative, due PALE naturali e ce lo vedrei proprio bene come spanker! (simpatico, sicuro di sè, alto, pieno di stile, che sa tenere le redini del mondo, sì sì sì, ce lo vedo!!)
2. Secondo me la foto parla chiaro, Obama sta pensando :Ma una bella pacca sul culo non ci starebbe bene?! Oppure le sta sussurrando:" Signorina! Le idee che hai espresso non mi piacciono per niente, dopo facciamo un discorsetto in privato io e te!!!"
3. Se è vero il punto due, Michelle Obama non è in sovrappeso, semplicemente essendo aumentato l'onere di responsabilità che il marito deve portare, ipernutre il suo fondoschiena in modo che la sua dolce metà possa scaritare la sua tensione su una superficie più estesa! (Quindi, Michelle santa subito!)
Almeno che non stia guardando le doppie punte dei capelli della su detta ragazza... allora le mie ipotesi sarebbero diverse! :D
09/07/09
Piccola torbide fantasie
Una delle magie di chi vive il tipo di spanking che vivo io, è la regressione che subisce, e che puo' andare dai tre anni (lavami, dammi da mangiare, vestimi, fammi giocare, mettimi a letto e curati di me in tutto e per tutto) ai 13-16 anni (sono un'adolescente con tutte le turbe adolescenziali, e devi rimettermi in riga con regola e guidami).
Negli ultimi 6 anni ho potuto provare un po' di tutto, e spesso non riesco a capire in quale età mi piace maggiormente calarmi.
Direi che la mia preferita- o la più frequente almeno- sia l'età intorno ai 16 anni. Studentessa svogliata, che si caccia nei guai, o ancora meglio, ragazza sfortunata che finisce nei guai senza volerlo con lo scontato epilogo d'essere punita ingiustamente.
La punizione ingiusta, credo rientri nel vero e proprio modo che ho di intendere la sottomissione. Senza un perchè, senza una colpa da espiare, è solo un evento ineluttabile a cui sottostare.
Questa idea mi piace.
Quelle delle punizioni ingiuste poi, è stato per anni un argomento che mi ha affascinato.
Forse nel raccontarmi delle storie, dovevo interpretare anche il ruolo del carnefice e ci prendevo la mano, o forse l'idea di subire un castigo che è totalmente indipendente dalla mia volontà mi attrae.
Le ragazzine punite nelle mie fantasie, erano orfane, fanciulle abbandonate in collegi severi, o a casa di zie altere e rigide e piene di nemici da cui guardarsi.
Ragazze ricattate, che non potevano urlare la loro innocenza.
Messe in scacco dal destino.
Spesso principessine imprigionate in alte torri, che aspettavano di essere liberate mentre il principe azzurro combatteva contro foreste incantate per raggiungerle, o nobili ragazze finite sguattere a soddisfare umilianti richieste di castellani sadici. Legate, imbavagliate, frustate, vendute e comprate al mercato, fatte dormire in scantinati fatiscenti o spoglie soffitte.
Le favole della buona notte che mi raccontavo prima di esser vinta dal sonno, erano crudeli e spietate.
Nella loro guerra personale per non soccombere, nella loro fatica per riuscire a sopravvivere, se pure in totale solitudine, c'era il loro riscatto.
Non importa quante angherie potessero patire, erano ragazze in gamba se riuscivano a sopportare tutto quel che le capitava! Quindi, tutto sarebbe andato per il meglio nel loro futuro!
Crescendo, le mie fantasie sono diventate più "buone".
Signorine da educare con rigore e amore, coccolate ma punite quando ce n'era bisogno da balie lungimiranti, che sapevano quanto bene avrebbe fatto alle loro protette una calda, tenera sculacciata. Anche in pubblico, se questo fosse servito come strumento didattico!
Poi ci fu l'arrivo del maestrino squattrinato di musica, o del pretendente che metteva subito in chiaro quale sarebbe stato l'ordine gerarchico familiare. Questi, spesso e volentieri però, avevano il vizietto di far scivolare sotto i vari strati di sottane, la loro mano insinuante e accondiscente nel distribuire carezzine maliziose tra le pieghe umide delle ragazze da marito... che di lì a poco avrebbero conquistato.
Piccoli mostro della mia fantasia, favole lette al contrario, forse orribili, ma in fondo, mi facevano battere il cuore in modo particolare.
Negli ultimi 6 anni ho potuto provare un po' di tutto, e spesso non riesco a capire in quale età mi piace maggiormente calarmi.
Direi che la mia preferita- o la più frequente almeno- sia l'età intorno ai 16 anni. Studentessa svogliata, che si caccia nei guai, o ancora meglio, ragazza sfortunata che finisce nei guai senza volerlo con lo scontato epilogo d'essere punita ingiustamente.
La punizione ingiusta, credo rientri nel vero e proprio modo che ho di intendere la sottomissione. Senza un perchè, senza una colpa da espiare, è solo un evento ineluttabile a cui sottostare.
Questa idea mi piace.
Quelle delle punizioni ingiuste poi, è stato per anni un argomento che mi ha affascinato.
Forse nel raccontarmi delle storie, dovevo interpretare anche il ruolo del carnefice e ci prendevo la mano, o forse l'idea di subire un castigo che è totalmente indipendente dalla mia volontà mi attrae.
Le ragazzine punite nelle mie fantasie, erano orfane, fanciulle abbandonate in collegi severi, o a casa di zie altere e rigide e piene di nemici da cui guardarsi.
Ragazze ricattate, che non potevano urlare la loro innocenza.
Messe in scacco dal destino.
Spesso principessine imprigionate in alte torri, che aspettavano di essere liberate mentre il principe azzurro combatteva contro foreste incantate per raggiungerle, o nobili ragazze finite sguattere a soddisfare umilianti richieste di castellani sadici. Legate, imbavagliate, frustate, vendute e comprate al mercato, fatte dormire in scantinati fatiscenti o spoglie soffitte.
Le favole della buona notte che mi raccontavo prima di esser vinta dal sonno, erano crudeli e spietate.
Nella loro guerra personale per non soccombere, nella loro fatica per riuscire a sopravvivere, se pure in totale solitudine, c'era il loro riscatto.
Non importa quante angherie potessero patire, erano ragazze in gamba se riuscivano a sopportare tutto quel che le capitava! Quindi, tutto sarebbe andato per il meglio nel loro futuro!
Crescendo, le mie fantasie sono diventate più "buone".
Signorine da educare con rigore e amore, coccolate ma punite quando ce n'era bisogno da balie lungimiranti, che sapevano quanto bene avrebbe fatto alle loro protette una calda, tenera sculacciata. Anche in pubblico, se questo fosse servito come strumento didattico!
Poi ci fu l'arrivo del maestrino squattrinato di musica, o del pretendente che metteva subito in chiaro quale sarebbe stato l'ordine gerarchico familiare. Questi, spesso e volentieri però, avevano il vizietto di far scivolare sotto i vari strati di sottane, la loro mano insinuante e accondiscente nel distribuire carezzine maliziose tra le pieghe umide delle ragazze da marito... che di lì a poco avrebbero conquistato.
Piccoli mostro della mia fantasia, favole lette al contrario, forse orribili, ma in fondo, mi facevano battere il cuore in modo particolare.
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05/07/09
I tuoi segni son presenze
Questa notte mi sono svegliata alle 4 di notte con la tachicardia.Mi sono svegliata, tu non eri più vicino a me, e mi sono sentita sola.
Ho acceso la luce, sono rimasta un po' seduta, pensando a te addormentato nel letto di casa tua, poi sono andata allo specchio.
Avevo il culetto ancora cocente, e il colore rosso acceso non era affatto diminuito. Le natiche bollenti.
Trovo sempre un certo fascino nell'immagine riflessa della mia pelle rossa. Mi sono guardata a lungo, mi sono sfiorata, ho ossevato la pella puntigliosa, lievemente gonfia, poi sono tornata a letto.
E' una sensazione strana: Orgoglio, misto a Compiacimento ed Eccitazione.
Oggi sono cominciti ad uscire i primi lividi.
Amo portare i segni che mi hai fatto tu. E' come se ti avessi accanto.
Quei segni, sono la prova che esisti, e mi ami come voglio essere amata.
Ma mi manca il fatto che tu non possa accarezzarmi e consolarmi per quei segni che mi sono tanto cari, e mi rendono anche lievemente malinconica.
04/07/09
IV Giorno
Lo sentivo muoversi in lontananza, ma immersa nel mondo ovattato del mio sonno non percepivo cosa stesse facendo.
La notte precedente abbiamo fatto l'amore in modo furioso, avevo voglia di insinuarmi in tutti gli angoli della sua pelle, la mia lingua lo eplorava ovunque, e sono stata deliziosamente sculacciata. Stavo, per cui, riposando di gusto.
Dopo poco ho sentito che qualcuno mi portava via il lenzuolo: "E' l'ora di alzarsi".
Mi sono tirata su con gli occhi ancora semichiusi e lui si è seduto vicino a me" Avanti, sulle mie ginocchia" ha detto.
Mi sono svegliata di colpo, improvvisamente il mio sesso pulsava e il mio cuore batteva all'impazzata.
Sapevo che prima o poi sarei stata punita, ma non mi aspettavo un'improvvisata tale!(leggi: alle 7 della mattina)
Ho tardato un po', mi dovevo sentire pronta. Avevo l'impressione che non mi sarei alzata molto presto da lì!
Così gli ho porto la mano e lui mi ha accompagnato dolcemente sulle sue ginocchia.
Mi ha sistemato un po', ed è stato in silenzio.
Non mi piace quando sta zitto, ma quando parla mi fa venire le fitte allo stomaco:
-"Vuoi dirmi come mai ti trovi qui?"
Odio quando devo rispondere, mi vergogno troppo.
Siccome non parlavo mi ha detto" Cominciamo male!" e mi ha abbassata i pantaloncini del pigiama.
Io ho continuato a nascondermi nel mio silenzio.
"Siccome vedo che sei in difficoltà, comincio io a dirti perchè ti trovi in questa posizione."
Io mi sentivo fremere come una foglia mentre continuava a sgridarmi:" Sei qui, perchè anche se io ti do un'ora per andare a dormire, te ne freghi e fai delle ore assurde. Hai sempre le fasi di dormi-veglia sballate, ma continui a fare di testa tua, e poi ti lamenti in continuazione di essere stanca.
Sei qui perchè fai sempre come ti pare e piace, e non chiedi il permesso per fare le cose, come invece abbiamo stabilito tu debba fare!!
Sei qui perchè quando concordiamo una regola cerchi sempre il modo per aggirarla solo per il gusto di provocarmi, e quindi è giusto che ora ne paghi le conseguenze.
- LUNGA PAUSA-
Sei d'accordo??"
Non ho potuto dire altro che :"Mi dispiace..." e " però io non ti voglio far incavolare di proposito!"
E' difficile trovare le parole giuste quando sei sulle ginocchia di qualcuno, tutto sembra fuori posto.
Giustamente Lui mi ha risposto che interpretava il mio gesto di iscrivermi al Forum del Collegio (che parla di spanking, medical, ecc ecc), e su FaceBook (come Fiore di Pepe contattando spankofili), dicendoglielo solo dopo averlo fatto, come un gesto di disubbidienza.
E forse è vero.
Forse lo faccio per attirare la sua attenzione inconsciamente, ma di certo non l'ho fatto per farlo arrabbiare!!!
Comunque oramai il tempo delle ramanzine era finito.
"Sei pronta?"
Ho pigolato "sì".
Mi ha sculacciato a lungo sulle mutandine, e già dopo pochi secondi mi sentivo le natiche in fiamme. Erano sculacciate forti, profonde e ravvicinate.
Quando ho sentito che infilava le dita nell'elastico delle mie mutantine, sono corsa a fermarlo. E' più forte di me.
Lui ha tolto le mani e mi ha detto con tono cupo:"E' questo il posto dove devono stare le tue mani quando ti punisco?"
Queste parole hanno avuto un potere magnetico e le ho tolte subito.
Mi ha tirato giù le gambe dal letto e le ha intrappolate tra le sue. Ho ricevuto la battuta più severa degli ultimi mesi, senza neppure la consolazione di avere le mie mutandine a proteggermi.
Dopo altri infiniti minuti si è fermato.
Mi ha massaggiato velocemente alcuni punti. Sentivo le sue mani su di me che agivano con perizia, ma senza nessun sentimento, e poi mi ha detto di andare nell'angolino e mettermi faccia al muro.
Sinceramente quando sono corsa nell'angolo era assolutamente cosciente che non era finita lì, ma che era solo un modo per darmi il tempo di riprendermi.
Dopo un po' si è avvicinato. Mi ha preso per il braccio e mi ha portato alla portrona. Mi ha fatto inginocchiare e abbracciare lo schienale. Dal suo borsone è comparso un paddle di legno. Quel paddle lo conosco bene anche se l'ha usato raramente, e posso dire che brucia come il demonio!!
Ho dovuto contare 50 colpi.
Sono stati forti, e lenti. Mi ha dato la possibilità di respirare tra l'uno e l'altro.
Alla fine mi ha messo una mano sul culo, sentivo che la mia pelle emanava calore.
Mi ha detto di appoggiarmi sul letto, e io per fargli capire che ero ben disposta verso la sua punizione sono corsa ad appoggiare il busto sul materasso.
"Prendi il cuscino, e affondaci la faccia - mi ha detto - non intendo sentirti gridare ancora!"
"Non è che urli per divertimento, mi stai facendo male brutto stronzo!"
Questo non gliel'ho detto, ma l'ho pensato, e sicuramente sarà apparso con una scritta al Neon sulla mia fronte!
Comunque ho eseguito.
Con la sua cinghia ha battuto e ribattuto sul mio povero sederino una miriade di volte.
Io urlavo nel cuscino, poi ad un certo punto, mi sono ritrovata in piedi.
L'ho guardato negl' occhi. Avevo gli occhi spalancati, e gli ho buttato le braccia al collo.
"Basta ti prego, mi dispiace tantoooooo!!" Devo avergli detto qualcosa del genere, e lui mi ha detto di rimettermi in ginocchio sulla poltrona.
Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, per un secondo ho creduto che volesse usare di nuovo il paddle, e lui deve averlo capito, e mi ha subito rassicurato: " voglio che stia un po' lì in castigo, vai!".
Lui mi ha lasciato sola, e così ho dato uno sguardo alle mie natiche di nascosto, credevo di trovarle violaverdiblu, invece erano solo intensissimamente rosse (per ora, domani sicuramente saranno policrome!).
Sono stata lì poco. E' tornato, con una pezza bagnata. Mi ha fatto stendere di nuovo sulle sue ginocchia e mi ha rinfrescato la pelle.
Abbiamo parlato un po' dopo, e siamo andati in cucina, dove c'era la colazione pronta e il mio quarto regalino ad aspettarmi.
Prima di aprirlo però mi ha detto che come castigo ulteriore dovrò scrivere per dopodomani la frase: "Non devo usare il mio corpo per corromperti, perchè già ti appartiene " per 200 volte.
Questo perchè ieri su FB ho scritto che avrei provato a fare sesso selvaggio per distrarlo dalla punizione che mi spettava e per farlo stancare tanto da non fargli più riuscire ad alzare il braccio.
Credo che dopo aver scritto quella lunghiiiiiissima frase duecento volte sarò io che non riuscirò più ad alzare il braccio!!
La notte precedente abbiamo fatto l'amore in modo furioso, avevo voglia di insinuarmi in tutti gli angoli della sua pelle, la mia lingua lo eplorava ovunque, e sono stata deliziosamente sculacciata. Stavo, per cui, riposando di gusto.
Dopo poco ho sentito che qualcuno mi portava via il lenzuolo: "E' l'ora di alzarsi".
Mi sono tirata su con gli occhi ancora semichiusi e lui si è seduto vicino a me" Avanti, sulle mie ginocchia" ha detto.
Mi sono svegliata di colpo, improvvisamente il mio sesso pulsava e il mio cuore batteva all'impazzata.
Sapevo che prima o poi sarei stata punita, ma non mi aspettavo un'improvvisata tale!(leggi: alle 7 della mattina)
Ho tardato un po', mi dovevo sentire pronta. Avevo l'impressione che non mi sarei alzata molto presto da lì!
Così gli ho porto la mano e lui mi ha accompagnato dolcemente sulle sue ginocchia.
Mi ha sistemato un po', ed è stato in silenzio.
Non mi piace quando sta zitto, ma quando parla mi fa venire le fitte allo stomaco:
-"Vuoi dirmi come mai ti trovi qui?"
Odio quando devo rispondere, mi vergogno troppo.
Siccome non parlavo mi ha detto" Cominciamo male!" e mi ha abbassata i pantaloncini del pigiama.
Io ho continuato a nascondermi nel mio silenzio.
"Siccome vedo che sei in difficoltà, comincio io a dirti perchè ti trovi in questa posizione."
Io mi sentivo fremere come una foglia mentre continuava a sgridarmi:" Sei qui, perchè anche se io ti do un'ora per andare a dormire, te ne freghi e fai delle ore assurde. Hai sempre le fasi di dormi-veglia sballate, ma continui a fare di testa tua, e poi ti lamenti in continuazione di essere stanca.
Sei qui perchè fai sempre come ti pare e piace, e non chiedi il permesso per fare le cose, come invece abbiamo stabilito tu debba fare!!
Sei qui perchè quando concordiamo una regola cerchi sempre il modo per aggirarla solo per il gusto di provocarmi, e quindi è giusto che ora ne paghi le conseguenze.
- LUNGA PAUSA-
Sei d'accordo??"
Non ho potuto dire altro che :"Mi dispiace..." e " però io non ti voglio far incavolare di proposito!"
E' difficile trovare le parole giuste quando sei sulle ginocchia di qualcuno, tutto sembra fuori posto.
Giustamente Lui mi ha risposto che interpretava il mio gesto di iscrivermi al Forum del Collegio (che parla di spanking, medical, ecc ecc), e su FaceBook (come Fiore di Pepe contattando spankofili), dicendoglielo solo dopo averlo fatto, come un gesto di disubbidienza.
E forse è vero.
Forse lo faccio per attirare la sua attenzione inconsciamente, ma di certo non l'ho fatto per farlo arrabbiare!!!
Comunque oramai il tempo delle ramanzine era finito.
"Sei pronta?"
Ho pigolato "sì".
Mi ha sculacciato a lungo sulle mutandine, e già dopo pochi secondi mi sentivo le natiche in fiamme. Erano sculacciate forti, profonde e ravvicinate.
Quando ho sentito che infilava le dita nell'elastico delle mie mutantine, sono corsa a fermarlo. E' più forte di me.
Lui ha tolto le mani e mi ha detto con tono cupo:"E' questo il posto dove devono stare le tue mani quando ti punisco?"
Queste parole hanno avuto un potere magnetico e le ho tolte subito.
Mi ha tirato giù le gambe dal letto e le ha intrappolate tra le sue. Ho ricevuto la battuta più severa degli ultimi mesi, senza neppure la consolazione di avere le mie mutandine a proteggermi.
Dopo altri infiniti minuti si è fermato.
Mi ha massaggiato velocemente alcuni punti. Sentivo le sue mani su di me che agivano con perizia, ma senza nessun sentimento, e poi mi ha detto di andare nell'angolino e mettermi faccia al muro.
Sinceramente quando sono corsa nell'angolo era assolutamente cosciente che non era finita lì, ma che era solo un modo per darmi il tempo di riprendermi.
Dopo un po' si è avvicinato. Mi ha preso per il braccio e mi ha portato alla portrona. Mi ha fatto inginocchiare e abbracciare lo schienale. Dal suo borsone è comparso un paddle di legno. Quel paddle lo conosco bene anche se l'ha usato raramente, e posso dire che brucia come il demonio!!
Ho dovuto contare 50 colpi.
Sono stati forti, e lenti. Mi ha dato la possibilità di respirare tra l'uno e l'altro.
Alla fine mi ha messo una mano sul culo, sentivo che la mia pelle emanava calore.
Mi ha detto di appoggiarmi sul letto, e io per fargli capire che ero ben disposta verso la sua punizione sono corsa ad appoggiare il busto sul materasso.
"Prendi il cuscino, e affondaci la faccia - mi ha detto - non intendo sentirti gridare ancora!"
"Non è che urli per divertimento, mi stai facendo male brutto stronzo!"
Questo non gliel'ho detto, ma l'ho pensato, e sicuramente sarà apparso con una scritta al Neon sulla mia fronte!
Comunque ho eseguito.
Con la sua cinghia ha battuto e ribattuto sul mio povero sederino una miriade di volte.
Io urlavo nel cuscino, poi ad un certo punto, mi sono ritrovata in piedi.
L'ho guardato negl' occhi. Avevo gli occhi spalancati, e gli ho buttato le braccia al collo.
"Basta ti prego, mi dispiace tantoooooo!!" Devo avergli detto qualcosa del genere, e lui mi ha detto di rimettermi in ginocchio sulla poltrona.
Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, per un secondo ho creduto che volesse usare di nuovo il paddle, e lui deve averlo capito, e mi ha subito rassicurato: " voglio che stia un po' lì in castigo, vai!".
Lui mi ha lasciato sola, e così ho dato uno sguardo alle mie natiche di nascosto, credevo di trovarle violaverdiblu, invece erano solo intensissimamente rosse (per ora, domani sicuramente saranno policrome!).
Sono stata lì poco. E' tornato, con una pezza bagnata. Mi ha fatto stendere di nuovo sulle sue ginocchia e mi ha rinfrescato la pelle.
Abbiamo parlato un po' dopo, e siamo andati in cucina, dove c'era la colazione pronta e il mio quarto regalino ad aspettarmi.
Prima di aprirlo però mi ha detto che come castigo ulteriore dovrò scrivere per dopodomani la frase: "Non devo usare il mio corpo per corromperti, perchè già ti appartiene " per 200 volte.Questo perchè ieri su FB ho scritto che avrei provato a fare sesso selvaggio per distrarlo dalla punizione che mi spettava e per farlo stancare tanto da non fargli più riuscire ad alzare il braccio.
Credo che dopo aver scritto quella lunghiiiiiissima frase duecento volte sarò io che non riuscirò più ad alzare il braccio!!
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03/07/09
III giorno
Siamo già al terzo giorno, il tempo sta volando.
Oggi è stata una giornata divertente.
Siamo stati in spiaggia, la temperatura era bella, e io mi sono messa a fare i miei castelli di sabbia più lontana di ieri rispetto al lettino del mio amore.
Ieri continuavo a tirargli la sabbia addosso, e ho quasi rischiato di farmi sculacciare in mezza a tutto lo stabilimento!
Ogni tanto per scherzo gli tiravo un po' di sabbia, solo per attirare la sua attenzione, visto che era immerso nella lettura del suo libro da ore, e mi ha detto di smetterla.
Io ho continuato finchè non mi ha tirato su con forza e non mi ha assestato due sculaccioni fortissimi.
Mi sono paralizzata, e mi ha detto: "Ne vuoi altri? "
Io devo essere diventata rossa come un peperone e gli ho detto:" No, per favore!"
E lui sempre severo" A me sembra di sì invece, visto che è la terza volta che ti dico di smettere." e poi con voce abbastanza alta mi ha detto anche :" A casa facciamo i conti!!"
Credo non abbia sentito nessuno però volevo sprofondare dalla vergogna.
Sono tornata a fare il mio castello e lui a leggere il libro.
Oggi in spiaggia ho evitato ogni scherzo, ma mi sono divertita tantissimo. Abbiamo giocato con il mio pallone nell'acqua alta, e mi ha fatto sentire piena di energia.
Nel pomeriggio poi, quando siamo tornati a casa mi ha riempito la vasca, e mi ha fatto il bagnetto, e mi ha lavato i capelli.
Mi piace tanto quando mi lava i capelli, mi rilassa tantissimo, mi fa sentire una piccola bimba protetta.
Io faccio sempre il bagno con Duffy, la mia paperella di gomma.
L'abbiamo ricevuta in regalo ad una festa una volta, e da allora mi ha detto che Duffy è sotto la mia protezione, e devo averne cura.
Tutte le volte che stiamo un po' insieme la porto, a volte facciamo il bagno tutte e tre insieme come una strana famiglia! :D
Oggi è stata una giornata divertente.
Siamo stati in spiaggia, la temperatura era bella, e io mi sono messa a fare i miei castelli di sabbia più lontana di ieri rispetto al lettino del mio amore.
Ieri continuavo a tirargli la sabbia addosso, e ho quasi rischiato di farmi sculacciare in mezza a tutto lo stabilimento!
Ogni tanto per scherzo gli tiravo un po' di sabbia, solo per attirare la sua attenzione, visto che era immerso nella lettura del suo libro da ore, e mi ha detto di smetterla.
Io ho continuato finchè non mi ha tirato su con forza e non mi ha assestato due sculaccioni fortissimi.
Mi sono paralizzata, e mi ha detto: "Ne vuoi altri? "
Io devo essere diventata rossa come un peperone e gli ho detto:" No, per favore!"
E lui sempre severo" A me sembra di sì invece, visto che è la terza volta che ti dico di smettere." e poi con voce abbastanza alta mi ha detto anche :" A casa facciamo i conti!!"
Credo non abbia sentito nessuno però volevo sprofondare dalla vergogna.
Sono tornata a fare il mio castello e lui a leggere il libro.
Oggi in spiaggia ho evitato ogni scherzo, ma mi sono divertita tantissimo. Abbiamo giocato con il mio pallone nell'acqua alta, e mi ha fatto sentire piena di energia.
Nel pomeriggio poi, quando siamo tornati a casa mi ha riempito la vasca, e mi ha fatto il bagnetto, e mi ha lavato i capelli.Mi piace tanto quando mi lava i capelli, mi rilassa tantissimo, mi fa sentire una piccola bimba protetta.
Io faccio sempre il bagno con Duffy, la mia paperella di gomma.
L'abbiamo ricevuta in regalo ad una festa una volta, e da allora mi ha detto che Duffy è sotto la mia protezione, e devo averne cura.
Tutte le volte che stiamo un po' insieme la porto, a volte facciamo il bagno tutte e tre insieme come una strana famiglia! :D
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01/07/09
II giorno
Questa mattina mi sono svegliata tra le sue braccia ed è stato meraviglioso.
E' incredibile come tutto il tempo che passiamo separati (i miei pianti e il mio senso di solitudine), vengano cancellati in un secondo, con un piccolo gesto.
Quando siamo andati a fare colazione mi ha dato una piccola scatolina, e mi ha detto che per ogni mattina che trascorreremo insieme riceverò un regalo. Sono corsa ad abbracciarlo e a sbaciucchiarlo subito. Adoro quando mi vizia, ed è sempre pronto a farmi mille sorpresine, ma questo non gli ha impedito di dirmi:
"Comunque questo non toglie che dobbiamo anche regolare i conti signorina!".
Mi ha fatto venire un brivido fortissimo.
Posso sentire questa frase mille volte (e in realtà la sento spesso, ghghg) e provare sempre una forte emozione.
Poi mi ha baciato.

Il secondo giorno
sta per passare,
e non ho idea
di quando e come voglia punirmi.
Ma so che lo farà,
e questo mi riempie
lo stomaco di farfalle.
E' incredibile come tutto il tempo che passiamo separati (i miei pianti e il mio senso di solitudine), vengano cancellati in un secondo, con un piccolo gesto.
Quando siamo andati a fare colazione mi ha dato una piccola scatolina, e mi ha detto che per ogni mattina che trascorreremo insieme riceverò un regalo. Sono corsa ad abbracciarlo e a sbaciucchiarlo subito. Adoro quando mi vizia, ed è sempre pronto a farmi mille sorpresine, ma questo non gli ha impedito di dirmi:
"Comunque questo non toglie che dobbiamo anche regolare i conti signorina!".
Mi ha fatto venire un brivido fortissimo.
Posso sentire questa frase mille volte (e in realtà la sento spesso, ghghg) e provare sempre una forte emozione.
Poi mi ha baciato.

Il secondo giorno
sta per passare,
e non ho idea
di quando e come voglia punirmi.
Ma so che lo farà,
e questo mi riempie
lo stomaco di farfalle.
Oggi pomeriggio il mio Amore è venuto a trovarmi con il treno. Passeremo 4 giorni nella casa che era di mia nonna, in mezzo alla campagna, e a due passi dal mare. Io amo stare sdragliata sull'erba, mentre lui adora il mare, sarà tutto meraviglioso. Sono andata a prenderlo in stazione e mi ha abbracciato fortissimo. Mi piace quando mi stritola tutta, e mi avvolge, è davvero dolcissimo, ma appena siamo tornati alla macchina e ho aperto il portabagagli ha già iniziato a borbottare:
-"Possibile che devi portarti 3 valige di vestiti anche stando a 5 km da casa tua?"
-"Non sono tutti vestiti!! Ho pochi vestiti, sono le scarpe che prendono spazio!!" gli ho reso noto
-"Porti sempre trenta scarpe e ti metti sempre quelle da tennis alla fine" mi ha detto
-"Questa volta le userò tutte invece!!!!!" gli ho risposto già mezza incavolata perchè deve sempre contarmi i pezzi che ho in valigia. (GRRRRR, questo mi manda fuori dai gangheri)
-"Stai pur certa che le useremo tutte le tue scarpe! Quelle estive sono perfette per il tuo culetto!" mi ha ririsposto. :-(
ODIOOO prenderle con le ciabatte e le scarpe estive. Sono tutte di cuio o plastica, e bruciano da morire! E poi mi fa sentire davvero piccola quando mi tira sulle ginocchia, mi toglie una scarpa e inizia a darmele. La ciabatta non è per niente uno strumento nobile, e credo che questo gusto "casalingo", rustico, e anche un po' degradante, dia sensazioni più vergognose di altri strumenti. Ma mi consolo, per fortuna ho solo il 36, se avessi il 40 sarei ancora più nei guai! :D
Gli ho fatto la linguaccia, e siamo andati a prenderci un gelato in spiaggia prima di andare ad aprire casa.
-"Possibile che devi portarti 3 valige di vestiti anche stando a 5 km da casa tua?"

-"Non sono tutti vestiti!! Ho pochi vestiti, sono le scarpe che prendono spazio!!" gli ho reso noto
-"Porti sempre trenta scarpe e ti metti sempre quelle da tennis alla fine" mi ha detto
-"Questa volta le userò tutte invece!!!!!" gli ho risposto già mezza incavolata perchè deve sempre contarmi i pezzi che ho in valigia. (GRRRRR, questo mi manda fuori dai gangheri)
-"Stai pur certa che le useremo tutte le tue scarpe! Quelle estive sono perfette per il tuo culetto!" mi ha ririsposto. :-(
ODIOOO prenderle con le ciabatte e le scarpe estive. Sono tutte di cuio o plastica, e bruciano da morire! E poi mi fa sentire davvero piccola quando mi tira sulle ginocchia, mi toglie una scarpa e inizia a darmele. La ciabatta non è per niente uno strumento nobile, e credo che questo gusto "casalingo", rustico, e anche un po' degradante, dia sensazioni più vergognose di altri strumenti. Ma mi consolo, per fortuna ho solo il 36, se avessi il 40 sarei ancora più nei guai! :D
Gli ho fatto la linguaccia, e siamo andati a prenderci un gelato in spiaggia prima di andare ad aprire casa.
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30/06/09
Che cos'è lo spanking?
Se qualcuno mi chiedesse cos'è lo spanking, o come lo vivo, non saprei cosa rispondere.
Cerco una risposta a queste domande da tutta la vita, senza trovare una parola significativa che possa spiegare cosa sia per me una volta per tutte e in modo definitivo.
E' un bisogno. Il dannato bisogno di essere amata in modo totalizzante, il bisogno di sapere che non ci sono solo IO a prendermi cura di me stessa, ma che esiste un altro cuore, un altra mente, un'altra anima che mi guarda e si prende Cura di Me. Che mi Protegge.
E' la Voglia sconvolgente di essere dominata, di avere qualcuno che mi spenga il cervello, la voglia di mettermi nelle Mani di qualcuno con Fiducia, senza timore, senza possibilità che si abusi di me, senza il rischio che mi venga fatto del male. La cosa più assurda è che questo processo si innesca proprio attraverso il dolore e la sopraffazione.
E' il Piacere di avere qualcuno che indichi qual'è la strada giusta per te, e ti sorvegli mentre percorri quella sbagliata. Che ti lasci sbagliare, e che ti lasci capire dov'è l'errore.
E' il piacere che di lascia turbata, in un letto sfatto di soddisfazioni.
E' un Tuono che fa vibrare il mio cuore, e lo fa battere come un tamburo. Che scuote il centro del mio petto, e il centro del mio ventre.
E' dolcezza e forza, o forse è solo Amore.
Cerco una risposta a queste domande da tutta la vita, senza trovare una parola significativa che possa spiegare cosa sia per me una volta per tutte e in modo definitivo.
E' un bisogno. Il dannato bisogno di essere amata in modo totalizzante, il bisogno di sapere che non ci sono solo IO a prendermi cura di me stessa, ma che esiste un altro cuore, un altra mente, un'altra anima che mi guarda e si prende Cura di Me. Che mi Protegge.
E' la Voglia sconvolgente di essere dominata, di avere qualcuno che mi spenga il cervello, la voglia di mettermi nelle Mani di qualcuno con Fiducia, senza timore, senza possibilità che si abusi di me, senza il rischio che mi venga fatto del male. La cosa più assurda è che questo processo si innesca proprio attraverso il dolore e la sopraffazione.
E' il Piacere di avere qualcuno che indichi qual'è la strada giusta per te, e ti sorvegli mentre percorri quella sbagliata. Che ti lasci sbagliare, e che ti lasci capire dov'è l'errore.
E' il piacere che di lascia turbata, in un letto sfatto di soddisfazioni.
E' un Tuono che fa vibrare il mio cuore, e lo fa battere come un tamburo. Che scuote il centro del mio petto, e il centro del mio ventre.
E' dolcezza e forza, o forse è solo Amore.
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