Una delle magie di chi vive il tipo di spanking che vivo io, è la regressione che subisce, e che puo' andare dai tre anni (lavami, dammi da mangiare, vestimi, fammi giocare, mettimi a letto e curati di me in tutto e per tutto) ai 13-16 anni (sono un'adolescente con tutte le turbe adolescenziali, e devi rimettermi in riga con regola e guidami).
Negli ultimi 6 anni ho potuto provare un po' di tutto, e spesso non riesco a capire in quale età mi piace maggiormente calarmi.
Direi che la mia preferita- o la più frequente almeno- sia l'età intorno ai 16 anni. Studentessa svogliata, che si caccia nei guai, o ancora meglio, ragazza sfortunata che finisce nei guai senza volerlo con lo scontato epilogo d'essere punita ingiustamente.
La punizione ingiusta, credo rientri nel vero e proprio modo che ho di intendere la sottomissione. Senza un perchè, senza una colpa da espiare, è solo un evento ineluttabile a cui sottostare.
Questa idea mi piace.
Quelle delle punizioni ingiuste poi, è stato per anni un argomento che mi ha affascinato.
Forse nel raccontarmi delle storie, dovevo interpretare anche il ruolo del carnefice e ci prendevo la mano, o forse l'idea di subire un castigo che è totalmente indipendente dalla mia volontà mi attrae.
Le ragazzine punite nelle mie fantasie, erano orfane, fanciulle abbandonate in collegi severi, o a casa di zie altere e rigide e piene di nemici da cui guardarsi.
Ragazze ricattate, che non potevano urlare la loro innocenza.
Messe in scacco dal destino.
Spesso principessine imprigionate in alte torri, che aspettavano di essere liberate mentre il principe azzurro combatteva contro foreste incantate per raggiungerle, o nobili ragazze finite sguattere a soddisfare umilianti richieste di castellani sadici. Legate, imbavagliate, frustate, vendute e comprate al mercato, fatte dormire in scantinati fatiscenti o spoglie soffitte.
Le favole della buona notte che mi raccontavo prima di esser vinta dal sonno, erano crudeli e spietate.
Nella loro guerra personale per non soccombere, nella loro fatica per riuscire a sopravvivere, se pure in totale solitudine, c'era il loro riscatto.
Non importa quante angherie potessero patire, erano ragazze in gamba se riuscivano a sopportare tutto quel che le capitava! Quindi, tutto sarebbe andato per il meglio nel loro futuro!
Crescendo, le mie fantasie sono diventate più "buone".
Signorine da educare con rigore e amore, coccolate ma punite quando ce n'era bisogno da balie lungimiranti, che sapevano quanto bene avrebbe fatto alle loro protette una calda, tenera sculacciata. Anche in pubblico, se questo fosse servito come strumento didattico!
Poi ci fu l'arrivo del maestrino squattrinato di musica, o del pretendente che metteva subito in chiaro quale sarebbe stato l'ordine gerarchico familiare. Questi, spesso e volentieri però, avevano il vizietto di far scivolare sotto i vari strati di sottane, la loro mano insinuante e accondiscente nel distribuire carezzine maliziose tra le pieghe umide delle ragazze da marito... che di lì a poco avrebbero conquistato.
Piccoli mostro della mia fantasia, favole lette al contrario, forse orribili, ma in fondo, mi facevano battere il cuore in modo particolare.
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assolutamente fantastica... amo sculacciate
RispondiEliminaGrazie! Anche io amo le sculacciate. Si era capito? :D
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